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BIBLI inCLASSICA II edizione
dall'8 Gennaio al
18 Giugno 2003
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Mercoledì
12 Marzo 2003
Suoni Presenti: il pianoforte
contemporaneo
Andrea Corazziari pianoforte
PAOLO CASTALDI (n. 1930) Scale (1970)
GYORGY LIGETI (n.1923) Etudes-1er livre (1985)
Désordre - Cordes à vide - Touches bloquées - Fanfares - Arc-en-ciel - Automne à
Varsovie
GEORGE CRUMB (n. 1929) A little Suite for Christmas (1980)
(from Giotto's Nativity frescoes in the Arena Chapel at Padua)
The Visitation - Berceuse for the Infant Jesus - The Shepherd's Noel -
The Adoration of the Magi - Nativity Dance - Canticle of the Holy Night - Carol of the
Bells
VANESSA LANN (n. 1968) Recalling Chimes (1998)
AGUSTIN CHARLES SOLER (n. 1960) Preludios (1994- 2001)
Dream (Sueno) - Reminiscent Image - Moonlight (Luna llena) -
Empty Glance (Mirada vacìa) - Espacio infinito - Bulerìa
Andrea Corazziari, nato a Roma nel 1975, si è diplomato brillantemente
nel 1995 presso il Conservatorio "S. Cecilia" con Luisa de Robertis. Dal 1996 ha
seguito i corsi di perfezionamento presso l'Accademia di Imola con Giovanni Valentini,
Boris Petrushansky, Antonio Ballista, conseguendo il diploma di concertismo. Ha
partecipato a masterclasses di Alexander Lonquich, Louis Lortie e Arie Vardi. Come
camerista si è diplomato con Marco Lenzi presso il conservatorio "S.Cecilia",
ha partecipato al corso di perfezionamento in musica da camera tenuto da Riccardo Brengola
presso l'Accademia Chigiana di Siena ottenendo borsa di studio e diploma d'onore. In
formazione di trio clarinetto, violoncello e pianoforte ha ottenuto premi in diversi
concorsi. Come solista ha ricevuto riconoscimenti in competizioni nazionali ed
internazionali. Dedicatosi in particolare al repertorio solistico del '900, ha ottenuto il
III premio al concorso internazionale "Valentino Bucchi" dedicato al pianoforte
nel '900, è stato vincitore dei premi "Sacem", "André Chevillon-Yvonne
Bonnaud" e "Nadia Boulanger" al concorso internazionale "Piano XXème
siècle" di Orleans e ancora I premio al concorso internazionale " Bucchi-piano
nel'900" di Roma. Collabora strettamente con alcuni compositori italiani e stranieri
(Fausto Razzi, Paolo Castaldi, Agustin Charles Soler fra gli altri), eseguendo spesso loro
composizioni. Nell'estate 2000 è stato invitato dal festival internazionale "Da Bach
a Bartok" - con la Mainzer Kammerorchester- e dal festival "La Roque
d'Anthéron", nell'ambito dell'esecuzione integrale dei preludi e fughe di
Sostakovic. Ha eseguito la prima Kammermusik di Hindemith con l'orchestra sinfonica di
Milano "G. Verdi" diretta dal maestro Riccardo Chailly. Nella stagione 2000-2001
ha suonato a Maastricht e presso la "Salle Cortot" di Parigi. Nel novembre 2001
ha tenuto tre concerti presso il Centro per la musica contemporanea di Roma con un
programma antologico sul pianoforte nel Novecento, da Debussy ad Andriessen; nel gennaio
2002 è stato invitato a tenere dei concerti con musiche di autori contemporanei americani
e masterclasses sullo stesso argomento in diverse città di Francia. Nel corso del 2002 ha
anche suonato presso la Konzerthaus di Berlino, presso l'Auditorium e l'università
"Bocconi" di Milano, ad Orleans e Chinon in Francia, eseguendo principalmente
musiche di autori moderni e contemporanei, anche in formazioni cameristiche; ha tenuto due
recital nell'ambito del festival "Settembre musica" a Torino, eseguendo musiche
di Sostakovic.
Suoni Presenti
Questo programma vuole tracciare un percorso
che va dal 1970 ai giorni nostri. In realtà si tratta di uno specchio della produzione
contemporanea del tutto parziale e soggettivo, tendente però a dimostrare che la musica
anche oggi è trasmissione di sentimenti ed affetti, come in tutte le altre epoche, e
soprattutto che l'espressione sonora contemporanea non è riconducibile ad un certo numero
(limitato!) di scuole e tendenze, ma che la libertà espressiva è enorme e si può
realmente pescare in un mare magnum d'idee e suoni. La linea guida di questo programma è
la presenza di pezzi d'autori statunitensi ovvero di musicisti che s'ispirano in qualche
misura alla poetica d'alcuni importanti compositori USA, pur rielaborando personalmente
queste idee.
Sono personalmente convinto che molta musica statunitense sia quanto di meglio sortito nel
mondo occidentale dal gran calderone delle avanguardie (storiche e non), sperimentalismi e
affini, per due motivi fondamentali:l'assenza del peso di una tradizione, presente invece
nella cultura europea (si pensi all'opera veramente singolare d'artisti come Ives, Cowell,
Antheil, e successivamente Cage, Feldman); la presenza sul suolo USA, nel momento giusto,
dei più "beaux esprits" della stessa Europa musicale (i vari Varèse,
Schonberg, Stravinskij, Hindemith, Bartòk, ecc). Da ciò una libertà e un'immediatezza
espressiva (verso l'ascoltatore!) coniugata con un uso personalissimo delle più avanzate
ricerche e tecniche musicali che in Europa è stata lungamente ignorata e, ove presente,
messa opportunamente da parte.
Scale di Paolo Castaldi è un pezzo che il compositore stesso definisce
"americano": utilizza la tecnica del collage, con alcuni estratti da
composizioni di Chopin (studi, notturni, ecc.) che "galleggiano" in un mare di
scale. Curiosa unificazione tra l'accademico e il poetico, questo pezzo trasforma il gesto
forse più noioso e meccanico della tecnica pianistica (la scala, appunto) in un albero su
cui fioriscono "gemme" insospettabili. Gli Etudes di Gyorgy Ligeti, monumento
della letteratura pianistica contemporanea, traggono una notevole fonte di ispirazione
(non l'unica, però) dall'opera musicale di Conlon Nancarrow, compositore statunitense che
per buona parte della sua vita lavorò sul concetto di poliritmia, cioè l'uso in
contemporanea di ritmi diversi - i suoi Studi per pianola prevedono ritmi complicatissimi,
non eseguibili da uno strumentista. Ligeti utilizza notevolmente il concetto poliritmico
in questi studi: soprattutto in Désordre, con i suoi spostamenti d'accento, Fanfares, una
veloce melodia di fanfara su un ostinato ritmico di otto note e Automne à Varsovie, in
cui una melodia dicendente è proposta a due, tre, quattro velocità diverse
contemporaneamente! Completano la serie di questi studi Cordes à vide e Arc-en-ciel, due
pezzi melodici- il secondo è quasi jazz, con armonie mutuate dalle atmosfere di Bill
Evans- e il balbettio scomposto di Touches bloquées. Ispirato da alcuni degli affreschi
di Giotto che costituiscono il grandioso ciclo della cappella degli Scrovegni (o cappella
dell'Arena) a Padova, A little Suite for Christmas, A. D. 1979 di George Crumb è un pezzo
che richiama Angeli, Magi e tutti gli elementi di un vero e proprio "presepe
musicale". Grazie all'uso di alcuni "effetti pianistici speciali", vengono
evocati sia lo sfondo (blu) che le figure dei personaggi, già rinascimentali, delle
pitture di Giotto. Recalling Chimes è un pezzo livido, angoscioso, di tensioni
inesorabili e lentissime a salire: una specie di canto funebre, con relativa processione,
anima questa composizione di Vanessa Lann, che utilizza anche elementi di performance art
per creare quest'universo sonoro del tutto "interiore". I Preludi di Agustin
Charles Soler sono sei brevi schizzi che si riferiscono a diversi stati d'animo o
"luoghi intimi", spesso associabili ad un'atmosfera notturna. Dream è la
descrizione di un sogno, non sempre tranquilli. Reminiscent Image alterna dolci ricordi
con violente esplosioni sonore, in un gioco quasi teatrale di immagini; Moonlight descrive
un plenilunio che illumina paesaggi surreali e tormentati, mentre Empty Glance, dedicato
alla memoria di Messiaen, è un quadro astratto in musica, in cui predominano gesti e
linee spezzate. Espacio infinito alterna rapidi guizzi a stasi prolungate, come luci in un
mare buio; Bulerìa, infine, è la danza gitana, un flamenco rapidissimo ballato alla luce
di un fuoco interiore.
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