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APPUNTAMENTI
Un fitto ed esclusivo programma musicale: dalla musica da camera al jazz, dal tango alla musica etnica

musica

 

marzo 2004
  • Giovedì 25 marzo, ore 21,15

    "Dalla sintesi sonora al theremin" note e performance sulla musica elettroacustica
    Intervengono Luca Miti theremin; Francesco Cuoghi chitarra synth; Maurizio Barbetti viola elettrica;


    NOTE INTRODUTTIVE

    Il theremin è stato insieme alle onde Martenot, l’hellertion, il trautonium tra i primi strumenti musicali elettroacustici ad essere impiegato dai maggiori compositori del primo Novecento. La storia della ricerca intorno al theremin è ricca di esperimenti sonori e richiama alla memoria gli ‘antichi’ intonarumori di Luigi Russolo.
    Ma appunto non solo il theremin, gli intonarumori appartengono all’archeologia anche gli stessi sintetizzatori sembrano ormai far parte di una parabola in discesa nel campo degli strumenti elettroacustici ed elettronici.
    Nel nostro museo musicale non troviamo quindi soltanto liuti e viole da gamba, ma appunto vecchie macchine in grado di generare suoni e rumori di varia natura; questi strumenti, che un tempo rappresentavano il punto di massima di ricerca, vengono a loro volta superati da altri più completi ed affidabili.
    Così ad esempio i sintetizzatori di Donald Buchla, Robert Moog ma anche di Paolo Ketoff diventano dei ricordi di lontana memoria. Analoga situazione per la sintesi del suono, i computers di Max Mathews hanno ben poco in comune con quelli di oggi.

    Questo è il fulcro della conferenza e della performance. Dagli anni ’20 agli anni ’70, abbiamo non solo macchine nuove per far musica, ma appunto compositori che con queste macchine creano opere di grande valore musicale.
    E’ il caso, ad esempio, di Bruno Maderna che nel ‘51 scrive Musica su due dimensioni per flauto e nastro: questi suoni, oggi obsoleti per le nostre macchine, sono invece di grande effetto e bellezza.
    Ma questo è solo un esempio, i maggiori compositori del secolo passato hanno opere con l’utilizzo del mezzo elettroacustico di particolare efficacia e intensità. Qual è quindi la prospettiva che ne scaturisce e che viene sostenuta: se gli strumenti elettroacustici vengono continuamente soppiantati ciò non può essere per le musiche che per loro sono state scritte.
    Il materiale scarno, asciutto, povero che viene impiegato in Marcel Duchamp ha una concezione simile al materiale sonoro proveniente da un sintetizzatore di prima generazione, in cui, ad esempio, si utilizza una semplice onda sinusoidale.
    Andare indietro nel tempo, riprendere questi vecchi suoni è quindi capire che la musica elettroacustica, e poi elettronica, ha ormai una dimensione tale che il concetto di ’moderno’ e ‘ricerca’ non è più soltanto legato alla sperimentazione di nuove macchine. Il suono-rumore emancipato è anche la sua necessità storica, la sua apparente crudezza, il suo isolarsi e fissarsi in un tempo.

    IL PROGRAMMA

    Francesco Cuoghi / Chitarra midi

    Anne Sedes - Piece n.2 (1991) per chit. e computer
    E.Zaffiri-F.Cuoghi - Flussi sonori(2003) per chit. midi e nastro

    Maurizio Barbetti / Viola

    Bernd Alois Zimmermann - Sonata fur Viola solo (1955)
    Pietro Pirelli - Re (2003) per viola
    Jacopo Baboni Schilingi - Trois Profils pour alto (1995-2002)
    Bruno Strobl - Hearin (2001)
    Andrea Talmelli - Studio n.2 su Klinamen (2003) per viola e tape

    Walter Branchi

    "Da Intero"
    Poche parole e un solo suono

    Luca Miti / Pianoforte e Theremin

    Giacinto Scelsi - Aitsi (1974) per pianoforte amplificato
    Juan Marìa Solare- Palinsesto senso (2002) per Theremin e ring modulator ad libitum


    GLI ARTISTI

    Francesco Cuoghi (1955) si è diplomato presso il Conservatorio "S.Pietro a Majella" di Napoli. Ha frequentato i Seminari dell'Accademia Musicale Chigiana di Siena, l'Atelier de Recherche Instrumentale dell'IRCAM di Parigi e i Ferienkurse di Darmstadt. Dal 1984 è titolare della cattedra di chitarra presso il Conservatorio "G.Rossini" di Pesaro.
    Svolge attività concertistica come solista e in formazioni da camera. Ha suonato in Italia e in Europa. Particolarmente attivo nella musica contemporanea ha fatto parte dell'"Ex Novo Ensemble" di Venezia, del "Gruppo di Roma", (direttore G.Sinopoli), ha tenuto diverse prime esecuzioni registrando per Edipan, Rugginenti, R.A.I., PH Music Worx. Nel 1986 è stato tra i fondatori dell'Associazione Musicale Orphée di Pesaro per la promozione degli strumenti a pizzico (chitarra, arpa, clavicembalo, liuto) ed è direttore artistico dell' "Ensemble Orphée". Con questa formazione ha recentemente eseguito in prima assoluta l'opera inedita Studi per il Llanto di F.Garcia Lorca di Bruno Maderna.

    Maurizio Barbetti (1961). Dopo il diploma di viola ottenuto al Conservatorio Rossini di Pesaro si perfeziona con Aldo Bennici . Frequenta i Ferienkurse di Darmstadt studiando con Irvine Arditti; che gli consegnera' il prestigioso Darmstadt Preis nel 1992. Nello stesso anno vince anche il Premio Internazionale di Interpretazione "Iannis Xenakis" di Parigi.
    Dal 1992 Barbetti si dedica completamente al concertismo e si esibisce come solista nelle piu' importanti sale del mondo (La Scala; Filarmonica di Berlino; Mozarteum di Salisburgo, Tokyo, Messico, Tel Aviv, Londra ecc.) ; spesso accompagnato da prestigiosi gruppi come l'Ensemble Koln ( di cui e' stato prima viola solista dal 1992 al 1996), l'Ensemble Recherche Freiburg; Icarus Ensemble; Roma Sinfonietta; e da importanti orchestre come Orchestra dell'Opera di Nizza, Rte Dublin Concert Orchestra; Orchestra Internazionale d'Italia; Euroasian Philarmonic Orchestra di Seul.
    Il suo repertorio spazia da Bach ai contemporanei e, particolarmente attento alla produzione di musica "nuova" , importanti compositori di tutto il mondo gli hanno dedicato opere per viola. Barbetti tiene Master Class in importanti istituzioni come The Irino Prize Foundation di Tokyo; Viitasaari Summer Academy (Finlandia) il Centro Nacional de Bellas Artes di Citta' del Messico ; The Lucero Master Class a Parigi. Registra per la Sudwestfunk; SFW di Berlino; WDR di Colonia; Radio France; Radiotelevisione Irlandese; Rai, Rai Sat oltre che per gli enti radiofonici e televisivi Inglesi, Messicani, Giapponesi, Austriaci e Israeliani.
    Tiene seminari all'Accademia Internazionale della Musica di Milano, ed e' docente di viola presso l'Istituto Musicale Pareggiato "Achille Peri" di Reggio Emilia.
    Walter Branchi è giardiniere e compositore. Ha insegnato Composizione Musicale Elettronica presso il Conservatorio "S. Cecilia" di Roma e precedentemente al Conservatorio "G. Rossini" di Pesaro. Membro del "Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza" dal 1966 al 1975.
    Nel 1967 fonda con Franco Evangelisti, Domenico Guaccero, Egisto Macchi, Gino Marinuzzi jr. ed i tecnici Paolo Ketoff e Guido Guiducci lo "Studio R7 di Roma. È anche fondatore del LEMS (Laboratorio Elettronico per la Musica Sperimentale) di Pesaro che ha diretto per sei anni. Collaboratore della sezione italiana dell'Unesco per musica e tecnologia, ha scritto articoli tecnici e teoretici sulla musica tra cui i libri "Tecnologia della Musica Elettronica" (primo testo in italiano sull'argomento), "Intervalli e sistemi di intonazione" e "Verso-l'uno". Dal 1973 al 1977 ha fatto parte del Gruppo Intercodice ALTRO e nel 1977, con Guido Baggiani, fonda "Musica Verticale".
    Walter Branchi ha trascorso diverso tempo negli Stati Uniti ed in Canada dove ha svolto anche attività di insegnante. "Fulbright" nel 1979 presso l'Università di Princeton dove realizza la prima composizione di "Intero". Nel 1983 riceve l'invito come 'Visiting Composer' dall'Università di Standford presso il CCRMA (Computer Centre Research Music and Acoustic) e porta a compimento "Le ali di Angelico"; un'altra parte di "Intero". Nel 1984 è 'Composer in Residence' alla Simon Fraser University di Vancouver (British Columbia - Canada) dove insegna composizione musicale. Nel 1987 è l'animatore nonché uno dei fondatori di Musica/Complessità e nel 1996, con Roberto Laneri, realizza il progetto "Harmonices Mundi" di Orvieto.
    "Penso la musica sistemicamente. Penso la mia musica come un'unica grande composizione formata da parti isolabili, ma non isolate. Penso ad un intero che occuperà tutta la mia vita per essere realizzato e certamente non completato. Un grande canto dove ogni parte, contenuta nell'intero e che questo contiene, ha vita sia singolarmente sia in successione o contemporaneamente alle altre.
    Penso ad un contributo, ad una musica delle musiche dove ogni intero è parte di un intero sempre più grande.".

    Luca Miti è nato a Roma nel 1957, ha studiato piano jazz, tecniche vocali estese e flauto a becco barocco. Dal 1980 è attivo come compositore e performer di musica contemporanea. Il suo lavoro è incentrato su di una profonda ricerca su/sopra/oltre il suono. Ha collaborato intensivamente con artisti quali: Albert Mayr, Francesco Michi, Alvin Curran, Mauro Orselli, Michiko Hirayama e altri. Il suo lavoro come interprete è incentrato sui brani più rari di altri compositori (gli studi per tastiera di Terry Riley, il lavoro di Takehisha Kosugi, le composizioni meno note di Alvin Curran).
    Alcuni brani per piano gli sono stati dedicati da Tom Johnson, Pauline Oliveros ed altri e un album per piano sta per essere pubblicato.

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