|
cerca in Bibli
 |
| |
   |
home
Bibli |



|
|
Gli autori ed i libri ospiti di Bibli |
 |
Giovedì
17 Novembre, ore 21,00
Libri
Presentazione del libro "L'amore, quello
vero" di Antonella Cilento, Guanda Editore.
Intervengono Francesco Costa, Laura Pugno e Antonio Pascale.
L'amore a Napoli: nella misura breve del racconto e con l'intensità di
una scrittrice ormai affermata, il sentimento, la passione e la
fascinazione declinati in tutte le loro sfumature
L'amore e tutte le sue possibilità: in una Napoli piena di mistero e
intensità, muovendosi con disinvoltura tra ambientazioni colte e
coloriture popolaresche, Antonella Cilento si misura con esiti
brillanti anche nella misura breve del racconto, e propone una
collezione di storie in cui vibra il più classico e raccontato dei
sentimenti. Ma non è solo l'amore come forza spirituale o carnale a
percorrere le pagine del libro: l'amore è anche fascinazione,
attrazione per oggetti mitici e fantastici, invasamento e passione
politica. Un libro intenso e carico di passionalità, che scava nelle
strade e nel passato di una Napoli sorprendente, in cui leggende e
miti del passato si mescolano e danno profondità alle storie del
presente.
Antonella Cilento (Napoli, 1970), ha pubblicato Il cielo
capovolto (Avagliano, 2000), Una lunga notte (Guanda, 2002, vincitore
Premio Fiesole, Premio Viadana, selezionato al Festival du Premier
Roman di Chambèry, finalista Premio Vigevano e Premio Greppi), Non è
il paradiso (Sironi, 2003), Neronapoletano(Guanda, 2004), L'amore,
quello vero (Guanda, 2005). E' tradotta in Germania da Bertelsmann.
Finalista al Premio Calvino 1998 e vincitrice del Premio Tondelli 1999
con la sua tesi di laurea, ha fondato e conduce la scuola di scrittura
Lalineascritta a Napoli (www.lalineascritta.it) e tiene laboratori di
scrittura dal 1993 in tutt?Italia, presiede la Scuola di Scrittura 'Le
scimmie' dell'UPAD di Bolzano. Collabora con Il Mattino, L'Indice dei
libri del mese, Il Sole 24 Ore Sud. Ha realizzato i racconti
radiofonici Voci dal silenzio per Radio 3. Ha scritto numerosi testi
per il teatro e la sceneggiatura di un corto realizzato con la regia
di Mario Martone e Sandro Dionisio e l'interpretazione di Licia
Maglietta dedicato a Caravaggio. Ha diretto per la narrativa per
ragazzi una collana edita da Simone Editore e ha pubblicato per la
narrativa per ragazzi Le vacanze di Emily. Avventure letterarie di una
piccola poetessa (Simone, 2004).
|
Antonella Cilento
Si può pensare a una raccolta di racconti come a un romanzo collettivo?
O ci si può immaginare che ogni singolo racconto contenga una storia
buona anche per un romanzo? In fondo, un vero racconto dovrebbe essere
un romanzo compresso, dovrebbe avere della narrazione lunga la densità a
tessuto fitto.
Per questo i racconti contenuti in L'amore, quello vero sono per me
micro-romanzi, quindici storie che avrebbero potuto far nascere ognuna
un libro a sé stante, i cui personaggi, a mia insaputa, continuano una
vita che non ho avuto modo di scrivere, forse perché sono più riservati
dei personaggi dei romanzi, meno esibiti, più privati. Insomma, il prima
e il dopo non sono affari del lettore e neanche dello scrittore: la
trasformazione è sospesa, la nebbia avvolge le origini e i destini e
queste storie, scritte in oltre dieci anni, a volte per un giornale, a
volte per un'antologia, rimaste a lungo nel cassetto, modificate e
infine assemblate, fino a costituire una nuova storia di storie, nascono
appunto dalla nebbia che si solleva con il troppo caldo sul mare.
L'amore, quello vero racconta di donne, madonne, apparizioni, oggetti
trafugati, tradimenti, omicidi e passioni. Quante forme e quanti aspetti
contiene l'amore? C'è l'amore nascosto nel presagio, come accade nel
primo racconto che dà anche il titolo alla raccolta, dove l'inquietudine
di un ricordo familiare e di una Madonna che porta sfortuna contiene, in
realtà, l'attesa di un figlio. Di generazione in generazione, il destino
di maternità di due donne s'incrocia con uno dei luoghi più misteriosi e
meno conosciuti di Napoli, la Tomba di Virgilio o Crypta Neapolitana,
antico passaggio che collegava Mergellina con i Campi Flegrei.
C'è l'amore andato a male che spinge un marito a sfruttare l'epilessia
della moglie per vaticinare il futuro a Hitler e Mussolini in una
parodia del Fascismo a Napoli, nel racconto intitolato Itagliani, o la
freddezza di un medico che uccide una prostituta ed è erede di un
cacciatore di ebrei in Caccia col falco.
Ma c'è anche l'amore cercato con le fatture (Aventino) e quello
consumato dalle abitudini di coppia che spinge un coniuge al tradimento
(A sud di Mr South).
E ancora: c'è l'amore infelice per cui si muore, come accade nel
brevissimo Opera pia, ambientato fra i cantanti del primo Seicento, la
passione per le parole e per un compagno di scuola nel racconto
intitolato appunto Passione, e l'attrazione appena nata che spinge due
adolescenti a una fuga il giorno prima della comunione (Insomma,
Arcanillo) o quello mediato dalle lettere che un extra comunitario invia
a un'impiegata di agenzia di viaggi (Apocalisse).
C'è, infine, l'amore di una mamma che aspetta il ritorno del figlio baby
camorrista il sabato sera, in una vela di Scampia (Madonne di città),
mentre il solito agguato si consuma in una via del centro.
Ambientati fra passati lontani o nel presente, spesso narrati su più
piani temporali, i quindici micro-romanzi di L'amore, quello vero hanno
per sfondo Napoli e i Campi Flegrei (Baia, l'Antro della Sibilla, il
Lago d'Averno) e per tema le molteplici modulazioni del sentimento nella
vita quotidiana.
Il fantastico e il reale s'intrecciano, allargando la percezione
dell'amore e del coraggio al senso generale dell'esistere visto al
femminile.
Mi interessavano alcuni temi, d'invenzione e autobiografici, tutti
legati al perché amiamo e a quali condizioni (come racconto in I
problemi della vita, Cordializzazione o Tanti auguri) o a dove si
nasconde il mistero dell'esistenza che in fondo nutre l'amore: a volte
in un vaso rubato (come accade in Gerolamini) che nasconde un oscuro
rapporto con i fantasmi della città, a volte nell'apparizione di
un'opera d'arte (come accade ne La guerra a colori), dove il mosaico
della Battaglia di Alessandro e Dario del Museo Archeologico di Napoli e
le danzatrici di Ercolano svelano al protagonista bambino la morte, il
fascino dell'erotismo, il senso delle apparizioni. Apparizione e
meraviglia sono parte integrante dell'amore: possiamo replicarli
all'infinito? Siamo capaci di restare stupiti tutta la vita di quel che
ci accade e di quanto ci circonda?
In questo libro ho sperimentato diversi piani del racconto, cercando di
mantenere vivo il rapporto fra personaggi e parti, ruoli e luoghi: ci
sono racconti che si svolgono su piani temporali distanti ma paralleli,
come avevo già fatto nei romanzi, in Una lunga notte e in Neronapoletano,
e ci sono intensi legami familiari che si ereditano quasi
inconsapevolmente. Ma c'è anche l'ordinario presente in cui viviamo che
non smette mai di essere un tormento e una sorpresa.
C'è in questo libro la mia immaginazione così come si è sviluppata e
cambiata in un lungo arco di tempo e ci sono zone di solito poco
raccontate di Napoli e del suo circondario, zone anche mitiche ma oggi
abbandonate per incuria o recuperate solo nell'immagine, come i Campi
Flegrei.
Alcuni racconti contengono documenti e lingue inventate, altri nascono
da e contengono documenti veri. C'è il luogo in cui abito come oggi mi
appare (Madonne di città e I problemi della vita) e come a volte, in
sogno o passeggiando, si trasforma nel tempo e nello spazio.
Cosa vogliono e cosa sanno dell'amore i personaggi di queste storie?
Probabilmente non hanno imparato nulla: né la madre di Secondigliano, né
la moglie traditrice occasionale del marito con l'attore mitico, né il
marito che profitta della moglie epilettica. Per quanto si corra tutta
la vita dietro l'amore, il sentimento ci consegna solo la necessità del
presente. Forse, riesce a convincere l'impiegata che non ha mai
viaggiato a rischiare il suo primo volo aereo verso un luogo visto solo
in cartolina in compagnia di uno sconosciuto e certo dà il coraggio di
salvare un cane dalle rotaie alla protagonista de I problemi della vita.
Di sicuro è indispensabile: unica ragione che tiene insieme le nostre
storie sparpagliate e insensate, le scelte casuali o ricercate, che ci
fa rimpiangere di non aver parlato al momento giusto, come accade in
Passione, resta l'unica sostanza dell'esistenza. Qualcuno trova una
compensazione nei diamanti, come sostiene il televenditore del primo
racconto, qualcuno nella fredda vendetta e nella caccia col falco che
muove gli assassini dell'omonimo racconto, ma tutti, proprio tutti, nel
modo più sbagliato, avendo fortuna o inseguendolo invano, cerchiamo
l'amore, quello vero.
Antonella Cilento
|
|
| |
|
torna su |
|