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Rassegna Stampa
Bibli nei mass media e i mass media in Bibli |

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Da “L’Unità”, Venerdì 19
Gennaio 2007
Maria Serena Palieri
Bibli, la libreria fatta al contrario
“Jean Francois Champollion, che riuscì a leggere la stele di Rosetta,
era il figlio di un venditore ambulante di libri, aveva imparato a
leggere da solo, e cominciò affermandosi come libraio”: chi ci
racconta questa storia? Jean-Luc Nancy in un volumetto tradotto l’anno
scorso da Raffaello Cortina, Del libro e della libreria e uscito nel
ventennale di Quai des brumes, una libreria di Stasburgo.
Un titolo del 2006, visto il turn over che li spazza via dagli
scaffali ogni tre settimane, l’abbiamo trovato da Remainders? No, da
Bibli, lo spazio romano di Trastevere nato nel 1995 e di cui si scrive
in genere per ciò che offre oltre la materia prima: incontri musicali
e letterari, brunch. Parliamo invece di libri.
Bibli è costruita come una specie di libreria al contrario, rispetto
al modello dominante. Perchè 1) mantiene nei suoi scaffali titoli
vecchi, 2) dà grande spazio anche alla saggistica, 3) allinea di costa
i titoli che nei bookstore giganteggiano nelle pile di best seller e
invece di faccia, visibili, quelli che lì scompaiono, 4) dà spazio
uguale a editori piccoli, medi e grandi: allinea Stampa Alternativa
accanto a Mondadori, Coniglio accanto a Bompiani 5) anzi, fa di più,
svolge quella che in politica si chiamerebbe azione positiva ed espone
alcune etichette minori – attualmente Anemone Purpurea, Magi, Era
Nuova, Tre Lune, Fermenti – su un soppalco con tanto di logo. A fianco
è affissa questa scritta “Se al posto di grande e piccola
cominciassimo a distinguere tra adulta e non adulta nella storia
dell’editoria forse si aprirebbe una stagione nuova”.
Uno stock di circa 10000 titoli in circa 200 mq, Bibli non si candida
al suicidio: Grisham, Brown, King, Pansa, li trovate. Però nello
scaffale di poesia trovate anche la raccolta di Mark Strand, L’inizio
di una sedia, edita da Donzelli nel ’99, accanto a sempreverdi
edizioni di Montale e Saffo. Di scaffali specialistici ce ne sono per
poesia, cinema, musica, ragazzi, Roma, cucina, inglese, scelte come si
vede sia elitarie che popolari. Una stanza apposta per l’Adelphi, che
ha proposto a questo spazio insieme ad altri , di sperimentare
un’offerta di propri vecchi titoli, in cambio di sconti. Il resto è
allineato, anziché per temi o autori, per case editrici. Il risultato?
Senza i best seller a fare da semaforo come succede altrove, provi un
leggero straniamento, poi ti ricordi di come era un tempo, quando in
libreria era il tuo occhio che cadeva su una copertina, non il
cartello “novità” che ti perforava un occhio. E, appunto, finisci per
mettere una mano sul libro di Jean-Luc Nancy.
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