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  • Da Il Sole 24 Ore, Domenica 7 Agosto, 2005

    Adelphi scommette sul libraio
    Tempi difficili per i librai indipendenti, lo sappiamo. Soprattutto per quelli che devono fronteggiare, e spesso in solitudine, le sfide che gli editori (novità su novità), la Gdo (sconti molto alti), le grandi superifici di catena (assortimento di bestseller e attrattiva del format: luci, bar, presentazioni, comoda consultazione) pongono oro. Eppure c'è ancora chi crede nel ruolo fondamentale del libraio.
    Adelphi ha messo in atto, in questi giorni, una strategia di grande fascino e altrettanto impegno, per se stessa e per i librai che coinvolgerà: perché li sollecita in una delle (presunte) caratteristiche peculiari dei "librai veri": la conoscenza del catalogo e il saper consigliare le opere andando ben al di là delle novità del momento. Una strategia che Renzo Ginepro, direttore commerciale della raffinata casa editrice ha messo per iscritto (nelle linee teoriche) in un interessante saggio apparso sul numero 2/2005 di "Les Cahiers du SLF" sulla situazione delle libreria italiane. Scrive Ginepro: " Il mondo della libreria tradizionale, incline a pntare il dito contro il disordine quantitativo della produzione di novità editoriali, è in realtà attratto diabolicamente dall'ipertrofia del "nuovo", nell'attesa spasmodica di titoli capaci di realizzare volumi di vendita elevati nel più breve tempo possibile. Il catalogo, nella sua complessità, rappresenta un mondo di valori ammirati ma desueti, la cui vita è delegata ai magazzini dell'editore". Ecco scaturire allora l'unioen delle forze.
    Adelphi ha individuato una serie di Librerie fiduciarie capaci non solo di tenere fisicamente a scaffale una bella porzione di catalogo, ma anche di proporlo ai propri clienti. Il libraio ottiene così una buona percentuale di sconto, in cambio promuove libri che ama di più (e non è "schiavo" delle novità); l'editore fa muovere buoni titoli che rischiano di rimanere fermi per un invecchiamento troppo precoce. Può funzionare? A giudicare dai dati della più grande libreria italiana per fatturato e titoli (si tratta della libreria virtuale Internet Bookshop) sì. All'Adelphi si sono accorti che, nel 2004, su circa 1500 titoli di catalogo, Ibs ne ha mosso (ossia ha venduto almeno una copia) più del 95%. Ciò significa che quando il libro c'è, l'acquirente lo trova. E lo compra.
    "Le librerie fiduciarie - spiega Ginepro- periodicamente selezionano dal catalogo le riscoperte: libri importanti, sovente nascosti negli scaffali, riportati in primo piano sui banchi vendita e seganlati con forza all'attenzione del pubblico". Tra i primi libri ci sono la Blixen (Lettere dall'Africa), Ivy Compton-Burnett (Un'eredità e la sua storia), Henry de Montherlant (Le ragazze da marito), Nabokov (Re, donna, fante) e poi Leo Perutz, Alberto Savinio, ma anche un titolo della Biblioteca Scientifica: John Horgan con La fine della scienza.
    I primi risultati sono stati lusinghieri e l'iniziativa durerà almeno fino a tutto settembre. Dopo di che, le librerie saranno protagoniste anche nella scelta dei libri da riscoprire. Uno stimolo e un divertimento in più: per una volta sarà il libraio a imporre all'editore quale libro promuovere. Un modo diverso, in fondo, di guardare al temibile indice di rotazione. Una variabile da tener presente, ma per una volta un po' più flessibile del solito.
    Stefano Salis
                   

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