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"Ridare alla città il S.
Maria"Occupato l'ex manicomio. La Asl: gli spazi sono a disposizioneSi sono dati
appuntamento in libreria. Venerdì sera, da Bibli, in via dei Fienaroli, per parlare di
musica, danza e scrittura, con altri e tra loro, alla città. E tra gli scaffali di libri
proietteranno video, cortometraggi, foto. Come fossero nello spazio di un teatro, un
cinema o un laboratorio. La verità, dicono, è che uno spazio adeguato manca. Molti di
loro hanno già un nome. Sono coreografi, scrittori, registi, direttori artistici. Tutti
possiedono un'esperienza, nessuno ha un palcoscenico. "Sembra incredibile, ma a Roma
non si trova una vetrina per l'arte che non sia inserita nel tradizionale circuito di
comunicazione: sempre gli stessi giornali, sempre e solo le stesse tivù", spiega
Stefano Pierpaoli, uno di loro, scrittore. La città è una periferia artistica, dicono.
Ora, per ragionare di questo, di spazi artistici che mancano, della circolazione
periferica delle idee un gruppo di loro, ha promosso una serata non-stop a sostegno della
riqualificazione e dell'utilizzo del Santa Maria della Pietà, l'ex manicomio di Roma
Nord, pezzo di memoria dolorosa e suggestiva della città. Sabato mattina andranno di
fronte all'edificio con la stessa iniziativa. La scelta del luogo non è casuale. Con
questa iniziativa, gli organizzatori, puntano a rivendicare spazi per la vita culturale,
avendoli chiesti, in passato, senza esito. Qui al Santa Maria, alcuni di loro hanno già
organizzato spettacoli e allestito mostre. E i padiglioni, ristrutturati con fondi
speciali in occasione del Giubileo, destinati ad un ostello della Gioventù nel 2000,
indicati dall'amministrazione comunale come spazi per iniziative culturali ma, di recente,
destinati dall'azienda sanitaria di Roma ad uso ufficio, erano sembrati uno spazio ideale.
Dice Luisa Laurelli, presidente della commissione affari sociali del Comune che assieme al
consigliere Pino Galeota ha seguito la vicenda Santa Maria: "Sono stati fatti dei
restauri pregiati con i soldi del Comune, i cittadini hanno raccolto novemila firme per
l'apertura di questo edificio. E ora la Asl ci mette i suoi uffici. Si sta cercando di
trasformarla nuovamente in una struttura sanitaria?". La risposta, a distanza, dagli
uffici della Asl: "Il Santa Maria continuerà a servire i cittadini. Oltre allo
spazio per l'amministrazione e la formazione i padiglioni serviranno a ospitare
associazioni che lavorano sui malati terminali o persone colpite da ictus, esigenza emersa
con forza anche dopo la scomparsa dell'attore Nino Manfredi". Gli spazi saranno
comunque a disposizione di chi ne farà richiesta, puntualizzano alla Asl: "Come è
sempre stato fatto, ospitando mostre, viste guidate, iniziative culturali liberamente,
dietro pagamento delle sole spese per i consumi". Intanto, da sabato la struttura è
stata occupata e lunedì mattina gli occupanti hanno chiesto un colloquio con i dirigenti
dell'azienda sanitaria.
Ilaria Sacchettoni
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