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Eventi Culturali
Cosa succede da Bibli: il calendario degli appuntamenti

 

giugno 2008
  • Domenica 1 Giugno, ore 21,00

  • Letture

    “Madame Bovary” letto e interpretato dall’attrice Angela Antonini.

    Ingresso libero.

    Madame Bovary l’originale sognatrice dell’opera di  Gustave Flaubert, letto e interpretato dall’attrice Angela Antonini nel suo primo movimento verso un reading dove a tratti le parole del testo sconfinano nel canto e viceversa. 

    Le canzoni dei Clash, Joy Division, Elvis Presley, Leonard Coehn, Patty Pravo, Nancy Sinatra, Marylin Monroe, Damien Rice, Vaya con Dios seguono il pensiero monologante di Emma svelando il vero volto della celebre "eroina" che dietro la sua manifesta passione nasconde la brezza gelida di luoghi irreali ed enigmatici.

    Continuamente insoddisfatta nel suo falso movimento di sogni voluttuosi e imprevisti amori, Emma vive nella realtà deformata degli eroi di Dostoevskij perdendosi nelle notti bianche della sua città, prigioniera di un mondo splendente e artificiale. Il "romanticismo"  e' la droga di Madame Bovary, capricciosa eroina che non osa il coraggio di un incontro vero, bello e autentico con la vita.

    Angela Antonini, attrice, centra la sua riflessione artistica sul linguaggio e la natura dell’arte scenica. Realizza nel 2006-2007 tre studi in cui definisce l'atto teatrale come movimento di immagini e suoni, focalizzando il lavoro sull'attore e la sua personale presenza davanti ad uno sguardo.

    Nel 2007 inizia a lavorare all'idea di un allestimento sonoro e vocale dedicato alla ri-lettura di autori classici interpretando a viva voce e a microfono Madame Bovary di Flaubert, Delitto e Castigo di Dostoevskij, L'amante di Lady Chatterley di D.H.Lawrence, Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini, Lo Straniero di Camus. Attualmente propone, insieme ad un gruppo di studio sulle arti sceniche, ideato e diretto da Claudio Morganti, un lavoro di ricerca sul Woyzek di Georg Büchner con il suo "Poor Soul" una partitura vocale per il canto di Marie riscritto e interpretato insieme alla  "band" attraverso la linea melodica delle canzoni dei Clash, Damien Rice, Cat Power.

     

  • Lunedì 2 Giugno, apertura ore 11,00; brunch dalle 12,30.

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  • Martedì 3 Giugno, ore 20,30

  • Cinema

    Appuntamento con il ciclo “A century of wars and peace - Un secolo di guerra e di pace", a series presented by Giuseppe Sacco, una serie presentata da Giuseppe Sacco.

    Proiezione di The Killing Fields - Urla del silenzio un film di Roland Joffé, 1984 - con Sam Waterston, John Malkovich, 141’

    Original soundtrack in English, with Italian subtitles. Wine, cookies and admission free.

    Versione originale in inglese, con sottotitoli in italiano. Ingresso libero, con vino e biscotti.

     

    "The last century has been one of the most violent and murderous in human history. Originally limited to Europe, successive wars have progressively involved the entire world, with tragic consequences in America as well as in Asia. Still, the quest for peace, the awareness of a common European identity, and actual attempts at opposing the system's logic, have never ceased. As a people's art, the movies were bound to reflect these issues, frequently with splendid results."

    The Centro Culturale Libreria Bibli invites you, in the Spring of 2008 to a series of cultural events where these conflicts will be discussed.

     

    The six movies composing this series are inspired by crucial Historical events: the 1914 Christmas night spent in the trenches by Scottish, German, and French draftees; the trial that followed the massacre of the Chemin des Dames;  the tragic final days of World War II in Berlin; the passage from the French to the American war in Indochina; the annihilation of Cambodia under the red Khmers.

    In conclusion, an extraordinary pacifist reinterpretation of the “Magic Flute”

    Giuseppe Sacco is Professor in the Department of Political Science, at the University of Rome-Luiss. His most recent book is “Critica del nuovo secolo”, Rome, Luiss University Press, 2007

     

    "L'ultimo secolo é stato uno dei più violenti e sanguinosi della storia, con conflitti che, dapprima ristretti alla sola Europa, hanno progressive coinvolto il mondo intero, con conseguenze drammatiche tanto in America quanto in Asia. Eppure, l'aspirazione alla pace, il sentimento di una comune identità europea, e i tentativi di opporsi alla logica spietata del sistema non sono mai venuti meno. Il cinema, arte popolare per eccellenza non poteva non farsene interprete, con opere spesso  straordinarie."

    Il Centro Culturale Libreria Bibli La invita, nella Primavera del 2008, ad una serie di eventi culturali in cui si parlerà di questi conflitti.

    I sei film presentati in questa serie si ispirano a cruciali episodi storici: il Natale 1914 nelle trincee dove i coscritti francesi, tedeschi e scozzesi si contendono un fazzoletto di terra; il processo che fece seguito al massacro dello Chemin des Dames; la drammatica conclusione a Berlino della seconda guerra mondiale; il passaggio dalla guerra francese a quella americana in Indocina; l’annientamento della Cambogia sotto i Khmeri rossi.

    A conclusione, una straordinaria reinterpretazione in chiave pacifista del “Flauto Magico”.

    Giuseppe Sacco è Professore alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma-Luiss. Il suo libro più recente è “Critica del nuovo secolo”, Roma, Luiss University Press, 2007

     

  • Giovedì 5 Giugno, ore 21,00

  • Libri

    L’Università di Roma “La Sapienza” invita alla presentazione del volume “La relazione di coppia. Strumenti di valutazione” di Alessandra Santona e Giulio Cesare Zavattini, Edizioni Borla.

    Intervengono insieme agli autori Nino Dazzi, Stefano Puglisi Allegra, Alessandra De Coro, Francesca Ortu, Renata Tambelli.

    Le relazioni di coppia rappresentano un baricentro importante della vita affettiva degli esseri umani e in questi ultimi anni vi sono sempre più studi che prendono in esame le dinamiche della qualità delle relazioni sentimentali.

    In questa prospettiva gli studi sull'attaccamento romantico hanno messo in evidenza che tale legame può essere considerato come un «costrutto relazionale», aprendo molti quesiti relativi al problema della continuità/discontinuità dei modelli operativi interni e degli stili d'attaccamento. I modelli d'attaccamento sono, cioè, propri degli individui o delle relazioni? Quali sono gli effetti del modello o dello stile d'attaccamento di un partner sull'altro? Com'è possibile spiegare le combinazioni (matching) tra tipologie diverse di modelli d'attaccamento (Sicuro/Sicuro, Insicuro/lnsicuro, oppure mista)?

    Dopo il lavoro pionieristico di Mazan e Shaver molti ricercatori hanno proposto nuove forme di misura dell'attaccamento romantico con una netta contrapposizione tra coloro che si servono di questionari self-report e i ricercatori che fanno, invece, riferimento ad interviste narratologiche, come la Adult Attachment Interview o la Current Relationship Interview. In questo saggio illustreremo alcuni strumenti relativi all'attaccamento romantico, sia self-report, sia interviste narratologiche, e faremo riferimento al tema dell'Adattamento e a quello del Disegno Simbolico dello Spazio di Vita Familiare al fine d'ampliare l'accento sulla complessità dei fattori che consentono di comprendere il legame sentimentale.

    Alessandra Santona, è Ricercatore presso la Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Milano Bicocca e Professore a contratto di Psicodinamica della coppia con elementi di psicoterapia presso l'Università La Sapienza di Roma. Specialista in Psicoterapia della Famiglia, è membro dell'Associazione Italiana di Psicologia e della Rete Italiana Psicoterapeuti Familiari. Si occupa di ricerca nel campo dell'attaccamento romantico, dell'adozione e delle coppie «miste».

    Giulio Cesare Zavattini, è Professore Ordinario di Psicodinamica della coppia con elementi di psicoterapia e di Psicopatologia dell'adolescenza presso l'Università La Sapienza di Roma. È membro dell'Associazione Italiana di Psicologia, della Società Psicoanalitica Italiana, della Società Italiana di Psicologia e Psicoterapia Relazionale, della Society of Couple Psychoanalytic Psychotherapists e della International Association of Couple and Family Psychoanalysis. È autore di numerosi saggi sull'adolescenza, la psicoterapia di coppia e l'attaccamento romantico.

     

  • Venerdì 6 Giugno, ore 21,00

  • Libri

    Presentazione del romanzo “Ki 6?” di Serena Caramitti, Fermenti Editrice.

    Intervengono Eugenio Ragni e Marcello Teodonio.

    Letture a cura di Salvatore Martino.

    Interventi musicali del soprano Slavina Caruso

    Al pianoforte Domenico Poccia.

    Con la presenza dell'autrice e di Velio Carratoni

    «Innamorata della sua vita bislacca», Silvia sfida solitudine, malattia e menzogna con il sogno, la fantasia e l’illusione, in un crescendo che porterà ad un epilogo inatteso e sconcertante. In questa sua difficile battaglia il computer diventa per la protagonista, una pittrice romana che ha perso il suo compagno, lo strumento prezioso con cui chattare via Internet e conoscere Nino-Suk il mentitore e l’amico Trovatore.

    «Catturata nella ragnatela» di un uomo che ha fatto della menzogna il suo mestiere, diffidenza, dubbio e sospetto diventano per Silvia-Beppefen-Leonora l’unica chiave di lettura di un rapporto difficile e deludente.

    La protagonista indossa la maschera delle chat per difendersi dal dolore della sua esistenza: il presente sbiadisce e, perché faccia meno male, diventa anzitempo un ricordo dato in custodia a una dimensione virtuale, mentre il passato, ancora così vivo nelle pagine in cui Silvia evoca episodi della sua vita, sembra quasi imporsi alla realtà quotidiana.

    Nel romanzo i rapporti interpersonali si sviluppano su due piani, virtuale e reale, alternati in un intreccio singolare, quasi in uno scambio di modalità. Così il rapporto on line di Silvia con il Trovatore si trasforma in un’amicizia autentica e profonda, mentre quello personale con Nino ristagna nella finzione, cancellando più di un luogo comune: il primo che da un mezzo virtuale possano nascere solo relazioni superficiali ed effimere, il secondo che l’utilizzo sistematico delle chat come surrogato di incontri personali sia appannaggio quasi esclusivo dei giovanissimi, il terzo che il rapporto via e-mail, ultimo nella scala gerarchica delle forme di comunicazione, sia destinato a persone di basso profilo culturale. «Il male della solitudine ha radici lontane» e ogni strumento è buono per combatterlo.

    La complessità del romanzo Ki 6? viene proposta dall’autrice con una fluidità narrativa che attinge dalla sua esperienza poetica e musicale ritmo, linguaggio e struttura. Il risultato è un libro estremamente attuale, che muove i suoi passi seguendo il disegno segreto di relazioni umane sempre più complesse.

     

  • Sabato 7 Giugno, ore 19,00

    Libri

    Presentazione del libro “I cretini non sono più quelli di una volta” di Enrico Vaime, Aliberti Editore.

    Intervengono Antonello Dose e Marco Presta, presentatori del programma Il ruggito del coniglio in onda su RADIO2.

    «La rivoluzione è scomoda. Meglio il riformismo. Che magari ti concede dei momenti liberi per distrarti».

    «Il fascino discreto dell’amnesia è degli eletti». Gli altri sono tutti costretti a ricordare, a ripensarci, a fare bilanci e a tornare indietro. E provare anche una strana inaspettata nostalgia. E allora dopo un primo volume di autobiografia (Quando la rucola non c’era, Aliberti 2007), be’, si può sentire l’esigenza anche di un secondo, perché, «tu chiamale, se vuoi, rimozioni», ma delle cose Enrico Vaime le aveva omesse, e c’era quasi un’altra vita da raccontare.

    La vita che comincia nel 1960 con l’ingresso in Rai, dove se volevi fare qualcosa di meno che idiota te lo dovevi inventare, le amicizie con Nino e Roberto, con i quali attraversa una Milano «che va presa di petto, se non vuoi che ti prenda per il culo», gli incontri con Luciano Mastronardi, che chiese in sposa la figlia del più celebre studioso di letteratura italiana, con Giovanni che faceva la rivoluzione al piano di sopra di una sala da biliardo, con Celestino, pieno di figli oltre che di soldi e di quadri di famiglia, con contesse e grandi produttori, ballerine che ballavano da ferme e sassofonisti che eseguivano Mood Indigo in sottoveste di pizzo. Altri personaggi, altro viaggio. In un passato vicino, «quando eravamo felici (famo più felici, vah?)», e del quale, qui, si recupera anche il linguaggio, senza tanti problemi di consecutio e corretta dizione. Una finestra su un mondo che non riusciamo più a immaginare, nel quale ci si capiva meglio e tutto era più facile. «“Ma è una storia tristissima!” obiettai. “No. Finisce prima. La tristezza semmai viene dopo”».

     

    Enrico Vaime (Perugia, 19 gennaio 1936) è un autore radiotelevisivo e teatrale italiano. Occasionalmente è anche scrittore e presentatore. Laureato in giurisprudenza, entrò in Rai nel 1960 tramite un concorso pubblico (fu quello l’ultimo anno in cui l’azienda di Viale Mazzini organizzò così le proprie assunzioni) e per due anni lavorò nella sede milanese. Successivamente si dedicò alla libera professione di autore collaborando alla stesura di numerosi programmi di successo quali Quelli della domenica, Canzonissima, Tante scuse e Risatissima. Ha scritto anche alcune fiction (Un figlio a metà, Italian Restaurant, Mio figlio ha 70 anni) e numerosi musical teatrali, soprattutto per la coppia Garinei e Giovannini (Felicibumta, Anche i bancari hanno un’anima, La vita comincia ogni mattina, Pardon Monsieur Molière, Una zingara m’ha detto, Gli attori lo fanno sempre, C’era una volta… Scugnizzi). Con Enrico Montesano fece Bravo, Beati voi e Malgrado tutto beati voi. Conduttore dal 1980 del programma radiofonico Black Out, ha pubblicato sedici libri (che gli hanno fruttato anche parecchi premi letterari) tra cui Amare significa, Tutti possono arricchire tranne i poveri, Le braghe del padrone, Perdere la testa, Non contate su di me. Su La7 conduce dal lunedì al venerdì il magazine di Omnibus, una rubrica di costume. 

     

  • Sabato 7 Giugno, ore 21,30

  • Musica

    BIBLI inMUSICA, musiche di ogni tempo e stile iniziativa musicale promossa in collaborazione con la società di concerti MRS. PHILHARMONICA.

    Mosaico di voci in collaborazione con le Edizioni Curci

    Gordon Ensemble

    Il gruppo vocale dell'AIGAM (Associazione Italiana Gordon per l'Apprendimento Musicale), composto per questa occasione da tredici Insegnanti AIGAM alle voci e uno alla batteria,  eseguirà brani tratti dalla tradizione classica (Beethoven, Borodin, Bizet), jazz (Gershwin, Desmond, Meeropol) e popolare (araba, balcanica, sudamericana, francese), oltre ad alcune composizioni di Andrea Apostoli.

    Ingresso € 8 (intero) - € 6 (con la BibliinmusiCard) comprensivo di bicchiere di vino con stuzzichino: all'uscita viene offerta una copia di Suonare News con cd in omaggio.
     

  • Domenica 8 Giugno, ore 10,30

  • Cinema

    Appuntamento del nuovo ciclo di incontri “Cinema di serenità” a cura di Luciana Marinangeli.

    “Amadeus” ovvero la scomodità della libertà

    Amadeus (2004) di Milos Forman. II parte 80’

    Il cinema, forma moderna di saggezza, può dare una risposta in linguaggio familiare, accessibile a tutti, a problemi universali. E’ il punto di vista da cui Luciana Marinangeli presenta e commenta con il pubblico questa nuova serie di film.

    Luciana Marinangeli è autrice RAI e scrittrice RCS, tradotta in sette paesi, tra cui il Giappone. Suoi “Vivere sereni”, “Papà allo specchio”, “Contro la sofferenza”, “Parlare con Pinocchio” e il recente “Risonanze celesti”.

     

  • Domenica 8 Giugno, ore 19,00

  • Politica

    L’Associazione “2 Aprile '95 per l'Ulivo" invita all’incontro di cultura politica “Voglia di governo,ansia di sviluppo. Risultati dell’indagine fra gli elettori italiani”.

    Ne parliamo con Giuseppe Roma, Direttore Generale Censis.

    Introduce Alberto Valentini, Coordinatore C.p.U

     

  • Domenica 8 Giugno, ore 21,30

  • Musica

    Jazz4U in concerto

    Jazz4AMANI - Concerto a sostegno di AMANI. 

    Francesco Bignami, pianoforte

    Marco Moro, chitarra

    Enzo Bacchiocchi, contrabbasso

    Cesare Botta, batteria

    Michele De Vito, sax

    Ingresso gratuito

    Durante la serata rappresentanti di Amani raccoglieranno fondi destinati alle popolazioni africane e sarà possibile acquistare oggetti di artigianato africano provenienti dai progetti che Amani sostiene in Africa.

    Amani (in kiswahili vuol dire pace) è una associazione laica ispirata e fondata tra gli altri dal padre comboniano Renato Kizito Sesana. 

    Amani è una Organizzazione non governativa riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri.

    Amani si impegna particolarmente a favore delle popolazioni africane seguendo queste due regole fondamentali:

    1) curare lo sviluppo di un numero ristretto di progetti, in modo da poter mantenere la sua azione su base prevalentemente volontaria per contenere i costi a carico dei donatori.

    2) affidare ogni progetto ed ogni iniziativa sul territorio africano solo ed esclusivamente a persone del luogo.

    Le principali attività di Amani sono le due case di accoglienza per i bambini e le bambine di strada di Nairobi in Kenya, Kivuli e Casa di Anita; Mthunzi Centre, un progetto per i bambini di strada di Lusaka in Zambia; la difesa del popolo Nuba in Sudan, vittima di un vero e proprio genocidio.

    Inoltre, Amani sostiene News from Africa un'agenzia di stampa redatta interamente da giovani giornalisti e scrittori africani, una piccola scuola in Kenya nel poverissimo quartiere di Kibera, e una compagnia di giovani attori che lavorano per una cultura di pace attraverso la mediazione dei conflitti: l'Amani People's Theater.

    Per informazioni www.amaniforafrica.org

     

  • Lunedì 9 Giugno, ore 18,00

    Libri

    Presentazione del libro "Il grande segreto della natura" di Alberto Fioretti, Sideral Edizioni.

    La Natura è un tempio ove pilastri viventi lasciano a volte uscire parole confuse: l'uomo vi passa attraverso foreste di simboli che lo osservano con sguardi familiari.                                                                   Charles Baudelaire 

    Corrispondenza significa “rispondenza reciproca”, nella fattispecie, una relazione, un “affetto”, una familiarità che dovrebbero esistere tra l’uomo e la natura. Ma oggi non è così. Il libro di Alberto Fioretti  è, in fondo, la storia di un amore non più corrisposto. La natura continua ad accoglierci, a proteggerci; ma la profonda unità in cui riposa quel fenomeno misterioso che chiamiamo vita è ogni giorno mal trattata da noi, che facciamo un uso personale, violento e spesso ipocrita dei molti, irripetibili sistemi dei regni minerale, vegetale, e animale, regni che pure l’uomo racchiude tutti in sé.

    “Il grande segreto della natura” è la storia di un ultimatum che Charlie – il Grande Cervello, il pensiero generale, l’anima dei Regni – lancia all’uomo, che devasta il mondo in cui vive.

    Alberi parlanti, lemuri che pilotano ninfee gigantesche (le Victoria Amazzonica, i dischi volanti della natura), rane, bradipi, incantevoli orchidee, piante medicamentose e molti altri indimenticabili personaggi combatteranno insieme a Charlie una guerra senza vittime. Il Grande Cervello sceglie come mediatore, come tramite fra l’uomo e la natura, Joe, un bambino coraggioso e intelligente che esplorerà le foreste del Regno, scoprendone i segreti, si immergerà nei mari che nascondono Atlantide,  visiterà la Grande Biblioteca, che conserva la memoria di ogni cosa accaduta, volerà nei cieli sulle foglie di Victoria amazzonica, e tornerà nel suo mondo per cercare di spezzare un’irragionevole catena di distruzioni.

    Da sempre gli animali ci accompagnano nel nostro passaggio su questa terra; e le piante ci curano, e i minerali ci danno energia. La natura “risponde” alle nostre sollecitazioni, in un linguaggio di immutabile bellezza. Abbiamo molto da imparare da quel linguaggio. Per esempio il rispetto, l’attenzione, la coesistenza. Come scrive Alberto Fioretti, basterebbe saper ascoltare, perché “tutto, a saper ascoltare, parla.”

     

    Alberto Fioretti è nato a Roma, dove si è laureato in Scienze Politiche. Ha esordito nella narrativa con Il mistero di un’estate (Bietti, 1974). Per la Longanesi ha pubblicato nel 1978 Atlantide, Atlantide. Nel 1979, per Serarcangeli Editore La casa sotto il vulcano. Nel 2006, per International Forum Edizioni Codice Quipu.

     

  • Lunedì 9 Giugno, ore 21,00

  • Psicologia

    Per il ciclo di incontri "Sogni e riflessioni intorno alla psicologia analitica" VIII serie di conferenze e dibattiti nello spirito di C.G.Jung e L. von Franz

    “Anima e scrittura”

    Intervengono Alberto Sbardella e Gian Domenico Cortellesi

    Programma a cura di Gian Domenico Cortellessi, Federico de Luca Comandini, Robert Mercurio.

     

  • Martedì 10 Giugno, ore 21,00

  • Libri

    Presentazione e reading della raccolta di racconti “Bambine cattive” di Alessandra Dragone, Salerno Editrice.

    Ernesto Caffo, Presidente di Telefono azzurro;

    Sonia Filippazzi, Giornale Radio Rai, Redazione Scienze e Società.

    Modera Ilaria Catastini, Presidente di “Hill & Knowlton Gaia”.

    Agata, Lucia, Elvira: il mondo cristallino dei bambini contro quello oscuro e finto dei grandi in tre storie che colpiscono al cuore, alla testa, alla pancia.

    TRE ETÀ, TRE STORIE DI FIGLIE LIMPIDE, CURIOSE,  disarmanti, spietate. Tre piccole donne che guardano al mondo contorto dei grandi per capirlo e lo distorcono fino a renderlo ora più bello, ora più mostruoso.

    IL GIOCO DI COLA – Agata  ha sei anni, è figlia dei padroni di una masseria nella campagna salentina. Il suo unico amico è Cola, custode malinconico, cupo e vendicativo, che per lei ha riguardo, ma solo a suo modo. I genitori di Agata gliela affidano  perché la protegga da quel mondo contadino oscuro e misterioso, regolato da leggi ancestrali non scritte e non dette, a tratti amico, a tratti ostile. Forse terribile.

    ALLA CONTRORA –  Lucia non è ancora adolescente quando annuncia ai suoi genitori, di domenica, a pranzo, che da grande farà la prostituta. È quello che fa zia Margherita, bella, felice e solare, al piano di sotto; mentre a casa di Lucia, al piano di sopra, le cose non sembrano andare così bene. E allora, meglio buttare tutte le carte in aria e vedere dove cadono... In un’assolata isola siciliana si svolge una commedia degli equivoci dall’ironia incalzante, dove Lucia, testarda ma logica fino all’assurdo, vuole capire perché quello non è un mestiere come gli altri.

    BUONI FRUTTI - Elvira ha vent’anni, un dolore profondo e muto nascosto dietro la scelta di prendere i voti, un’impossibilità di comunicare col padre potente a cui è legata da un filo rosso di colpe e paure e che vuole lasciarle un’eredità inaccettabile. Fra oscure stanze dei bottoni, la vita e il passato della ragazza si oppongono a manipolazioni grandi e sinistre, in cui emerge, fortissima e angosciante, la sua solitudine e il suo abbandono.

    Con l’intelligenza fine di una scrittura penetrante, nitida, immediatamente evocativa di immagini, odori, sapori, ambienti, l’autrice alterna con sapiente precisione il registro drammatico a quello comico, offrendo però sempre al lettore la giusta distanza di sguardo necessaria a capire la vera natura che si cela dietro alle cose.

    Alessandra Dragone è nata a Roma dove vive e lavora. Ha fatto studi di diritto e di filosofia politica, con un affetto particolare per i temi del disagio dei bambini e delle donne. Sia Alla controra  che Buoni frutti sono stati finalisti, rispettivamente nel 2005 e nel 2007, al Premio Solinas, Storie per il cinema.

     

  • Mercoledì 11 Giugno, ore 18,00

  • Libri

    Presentazione dei libri “L’atomo opaco del male” di Anna Grazia Mazzone, Il Filo Edizioni e “Xenia del Montenegro” di Barbara Paolucci, Edizioni Tracce.

    Interviene Luca Milasi.

  • Mercoledì 11 Giugno, ore 20,30

  • Libri

    Presentazione del romanzo “Rafìla” di Elisabetta Montaldo, Libreria Dante & Descartes.

    Intervengono Raffaele La Capria, Malika Otmane, Silvia Acocella, Dario Pappalardo.

    Letture a cura dell'attrice Anita Caprioli.

    Rafìla è la storia di un viaggio.

    Viaggio che porta la protagonista adolescente a lasciare prima la propria casa e poi l’isola in cui è nata e cresciuta, di cui ama ogni angolo, ogni colore e profumo, per partire alla scoperta del mondo. Ma è anche viaggio di formazione che per tappe successive – scandite da incontri inaspettati, tentativi di assoggettarla a uomini e luoghi, fughe precipitose e ritorni non meno avventurosi – la conduce a soddisfare il suo desiderio di conoscenza e a sottrarsi, di volta in volta, alle rigide regole della morale sociale e familiare.

    Non ci sono date a scandire le vicende narrate. E tuttavia il tempo e l’epoca, così come i luoghi, non sono mai incerti, per l’accurata documentazione storica e bibliografica su cui si basano le descrizioni di case, città, navi, abiti, biblioteche, riti e costumi. E sono, alla pari del viaggio, principalmente spirituali. L’epoca in cui i popoli dell’Occidente, il Popolo del Libro e la Casa dell’Islam – i cui rapporti e scambi sono il vero sfondo culturale che lega ogni capitolo della storia – sapevano convivere nonostante le reciproche diversità e diffidenze. Ma anche l’epoca in cui coloro che, da una parte e dall’altra, infrangeranno queste regole di tolleranza sono già all’opera con i loro bellicosi fanatismi.

    Per questo l’inaspettato e sorprendente finale, il ritorno all’isola dopo tante avventure, rumori di guerre e tentativi di pace, è in realtà, soprattutto, simbolicamente, un nuovo inizio, in cui non è difficile scorgere una necessità e un desiderio più che mai attuali.

    Elisabetta Montaldo è un’esordiente in letteratura, essendo di professione costumista per il cinema e l’opera lirica. Tra i suoi lavori più noti vi sono I cento passi e La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, per i quali ha ricevuto due Ciak d’Oro e il David di Donatello. Suoi sono i costumi de I demoni di San Pietroburgo, di cui è regista il padre Giuliano Montaldo.

     

  • Giovedì 12 Giugno, ore 17,00

    Libri

    Presentazione del libro “Luci e ombre del condominio Rebibbia (più ombre che luci)” di Luigi Germano, Sinnos Editrice.

    Interviene Elisabetta Margonari.

    E’ di sentimenti che parla Luigi Germano. Sentimenti a volte forti, a volte dolci, come gli uomini e le donne che li esprimono: sono gli abitanti del “Condominio Rebibbia”.

    Quali sentimenti possano vivere dietro le sbarre, a volte per noi persone libere è difficile immaginarlo. Ma Luigi Germano li conosce bene: i suoi, come quelli di tanti che gli sono passati accanto nei lunghi anni di detenzione. E ha deciso di raccontarli, nella loro semplicità… Racconti molto spesso drammatici, ma che testimoniano un amore per la vita nonostante tutto.

    dalla prefazione di Daniela De Robert

    Luigi Germano – Per conoscermi

    Orfano da sempre, sono cresciuto in un orfanotrofio di Milano “I Martinitt” dove al compimento del diciottesimo anno di età, ho dovuto lasciare l’Istituto.

    Decisione aberrante in quanto non ancora formato, mi sono ritrovato padrone della metropoli con tutte le conseguenze nefaste che si sono succedute negli anni, un lento avvio verso l’abisso del degrado e del disonesto. Mi fu facile trovare appigli, legami, consigli, aiuti che sono sempre stati non recepiti da me, sempre proteso a trovare negli ozi i piaceri dalla vita. Una vita altalenante costruita sull’inganno, tra il bello ed il brutto, grandi alberghi e condomini carcerari.

    Negli anni Sessanta una lunga espiazione, poi il risorgere alla vita, ma sempre solo, non ho avuto il coraggio di fare cose semplici.

    Negli anni Ottanta il degrado, una lunga cavalcata durata sedici anni attraverso l’Italia e l’Europa smerciando e spendendo assegni rubati da altri, in maniera fraudolenta.

    Il 4 dicembre 1996 l’arresto, poi il nulla! La giustizia durante la mia latitanza non si è dimenticata di me percorrendo a mia insaputa i lunghi percorsi giudiziari giudicandomi per 102 volte. Poi a coronamento dei diversi iter giudiziari, è intervenuta in forma definitiva, il Procuratore della Repubblica di Rimini competente territorialmente, il quale inneggiando alle varie disposizioni della Suprema Corte di Cassazione ha semplicemente negato ogni possibile riduzione di pena ed applicando correttamente l’art 78 c.p. ha sentenziato: 30 anni di pena. Sarò libero a 91 anni. Data quasi a futura memoria. Ogni possibile disposto giuridico è stato tentato. Nulla! Solo l’oblio senza futuro. 30 anni per aver vissuto una vita dissoluta, ma assolutamente priva di violenze ove solo il raggiro bonario ha potuto determinare la consapevolezza di ogni singolo reato. Se si fosse disposto un unico dibattito, la pena sarebbe stata una pena normale, ma solo la contumacia e la mancanza di qualsiasi difesa hanno portato pene a livelli esaperanti, e comunque superiori a volte a pene inflitte per delitti atroci di cui la cronaca purtroppo ne è costante informatrice.

     Questa è la mia vita dissoluta e priva di un qualsiasi lato positivo, forse non merito nulla, ma ora sono giunto all’età in cui non si sogna più.

    Io voglio risognare, voglio rivivere il vivere onesto, la matematica della vita non mi è amica, ma io voglio riprendere a sognare. Un impegno con me stesso, un impegno verso chi crede nella possibile redenzione, un impegno verso le tante persone, Giudici di sorveglianza, Direttori, Ispettori, Educatori, semplici amici che hanno giocato con la mia vita, dandomi un’ultima possibilità di riscatto: guardare, sognare, quasi toccare l’altro sole da uomo libero.

    Non vi deluderò.

     

  • Giovedì 12 Giugno, ore 20,30

  • Teatro

    L’Associazione Culturale Millelire presenta “Sono diventato Etero!” commedia musicale scritta e diretta da Lorenzo De Feo, con musiche e canzoni di Loriana Lana.

    Ingresso con consumazione € 15

    L’incasso sarà devoluto all’Associazione Culturale Kamar per la realizzazione di una sala parto a Buta, comune di Bururi (Burundi) a beneficio di tutte le donne della provincia di Makamba.

    Per informazioni  sul progetto ass_cult_kamar@yahoo.it 06.3235155

    Consigliata la prenotazione

    info@millelire.org - 06.397.41.669 - 328.61.96.901- 333.29.11.132

     

    Quale grande “disonore” per una madre accorgersi che Marco, l’unico figlio, felicemente omosessuale ed accettato sia dalla famiglia sia dalla società, scopre all’improvviso di essere… eterosessuale! Bisogna fare qualcosa! Fortunatamente dalla sua parte c’è Dodo, il migliore amico di Marco e di questi segretamente innamorato. Madre e amico si trasferiscono - naturalmente senza chiedere alcun consenso - a casa di Marco, dove Isabella, che ha un oscuro passato nei servizi segreti, non ha difficoltà ad escogitare sottili strategie e subdoli appostamenti per controllare e “salvare” il figlioletto adorato…

    Marco ha realmente cambiato gusti ed abitudini sessuali o c’è sotto qualcosa? Il giallo si infittisce!

    Una girandola di personaggi, virtuali e non, contribuiscono a complicare la vicenda. Solo nell’ultima battuta si svela l’arcano e torna a splendere il sereno…

    Sono diventato etero non è la classica commedia degli equivoci e non è neanche tutto frutto della fantasia dell’autore; il plot, infatti, attinge a diversi spunti dalla vita reale e, soprattutto, da personaggi reali. Una delicata e divertente commedia musicale solo apparentemente paradossale, in cui è possibile anche riconoscersi…

     

    "Sono diventato Etero!" È stato presentato la prima volta sotto forma di mise en espace nel giugno del 2007 alla Libreria Bibli, nel cuore di Trastevere a Roma, ottenendo consenso da parte del pubblico e dall’ambiente culturale romano. L’evento è stato sostenuto da patrocini d’importanza nazionale quali Arcigay, Agedo, Fonòpoli, Di’Gay Project DGP, Gay Help Line. Lo spettacolo è rivolto sia agli amanti della commedia sia ad un pubblico più esigente.

    “Sono diventato Etero!” è stato in scena al Teatro dei Contrari in Roma dal 6 al 25 novembre 2007 e, grazie alla grande richiesta, è stato ripreso per altre tre settimane dal 10 al 27 gennaio 2008 per un totale di trenta repliche registrando il tutto esaurito per tutto il periodo. L’eco riscontrata ha fatto sì che lo spettacolo è stato invitato per chiudere la nona rassegna teatrale “Diversi Teatri” nel casertano - il 16 maggio 2008 - e come testimonial presso la Libreria Bibli di Roma - il 12 giugno 2008 - per una raccolta fondi per la realizzazione di una sala parto a Buta in Burundi curata dall’Ass. Cult. no profit Kamar.

     

    Lorenzo De Feo, nato a Napoli, inizia la sua attività teatrale nel 1981, studiando mimo, teatro e drammaturgia sotto la guida di Mario Santella, Michele Monetta, Massimo Perez, Yves Lebreton, Francesco Bovicelli. Una volta ottenuto il diploma di Maestro d’Arte, si trasferisce a Roma dove prosegue l’attività in teatro, cinema e televisione, incontrando maestri come Renato Campese, Mario Moretti, Gino Landi, Lindsay Kemp e Marcel Marceau. Partito dalle Arti Grafiche, passa per il teatro per arrivare alla Drammaturgia e Regia. È dal 2000 curatore artistico degli eventi di Fonòpoli. www.lorenzodefeo.it

     

  • Venerdì 13 Giugno, ore 21,30

  • Psicologia

    Il Centro Studi di Psicologia e Letteratura fondato da Aldo Carotenuto per il  ciclo di incontri "Le Conversazioni del venerdì" invita all’appuntamento  “Quinta conversazione sul sogno”.

    Presentano i soci del Centro Studi.

    Per informazioni www.centrostudipsicologiaeletteratura.org

    Le Conversazioni sono state inaugurate dal Centro Studi di Psicologia e Letteratura il 14 ottobre 1994.

    Si tengono in maniera del tutto informale, il secondo venerdì di ogni mese (da ottobre a giugno), su danza, pittura, cinema, ipnosi, creatività, letteratura, mito, musica, omosessualità, teatro, sogno.

     

  • Sabato 14 Giugno, ore 12,00

  • Fotografia

    Il Centro Sperimentale di Fotografia invita all’inaugurazione della mostra “Narrazioni di quotidiane appartenenze” di Linda de Nobili.

    Presentazione di Diego Mormorio.

    Per informazioni www.csfadams.it csfadams@tiscali.it 06.5344428

    La mostra prevede un percorso di 22 foto che narra i luoghi quotidiani di una signora di 90 anni, Cleopatra, che frequenta il centro diurno per anziani fragili gestito dalla coopertiva sociale “Nuova socialità”.

    Alle foto che raccontano la normalità del vivere quotidiano nelle solitudini di questa donna tra le sue quattro mura domestiche, piene di ricordi in bianco e nero si alternano quelle dei suoi altri contesti di appartenenza: la vita al centro tra pulmino, pranzo e attività di gruppo condivise con gli altri anziani e il laboratorio teatrale al quale partecipa insieme a bambini, attrici, giovani stranieri e persone diversamente abili.

    Le appartenenze svelate dalle foto vanno oltre il quotidiano e si mescolano ai “ritorni a casa del cuore” in cui Cleo costruisce relazioni familiari intense e intime con le persone che frequenta, che le “appartengono” al di là di ogni legame come le operatrici del centro o i ragazzi disabili che partecipano al laboratorio teatrale.

    Scampoli di vita riemergono dal suo quotidiano, come il desiderio coltivato sin da giovane di fare l’attrice, che si concretizza ora alla fine del laboratorio teatrale, coronando sul palcoscenico dell’ Ambra Jovinelli il sogno di una vita. Nessuno può ormai dirle, come accadeva quando era giovane, che il teatro “non è cosa da signorine per bene”.

    Dal punto di vista stilistico la scelta di utilizzare come ottica esclusivamente il grandangolo, anche per i primi piani, è dettata dal desiderio di creare uno “sguardo penetrante” che entri dentro al personaggio da raccontare per coglierne gli aspetti più intimi, l’essenza. Il grandangolo perde così il significato narrativo dei contesti e permette la cifra stilistica intima del dialogo interiore cuore a cuore tra fotografo e persona fotografata.

     

    LA NECESSITA’ DI GUARDARE NEGLI OCCHI DI UN’ANZIANA SIGNORA

    Non potrebbe essere diversamente: tutte le arti riflettono il proprio tempo.

    Così la gran parte della fotografia contemporanea vive nell’immenso vuoto che abita la nostra società.

    Il vuoto generato dalla morte dell’altro.

    Vale a dire dalla perdita del valore del prossimo: del vicino considerato come assolutamente simile e fondamentale.

    L’altro sembra ormai condannato ad essere soltanto un mezzo.

    Nella visione merceologica del nostro tempo, chiunque dal quale non si può prendere qualcosa non vale nulla.

    È già morto.

    Più morti di tutti sono gli anziani e i sofferenti: gli handicappati, i malati, i poveri che non hanno il dono della gioventù e della bellezza.

    Il più grande mito del nostro tempo è quello della giovinezza, o meglio della giovinezza vissuta come ostentazione e, al tempo stesso, come noncuranza del resto.

    In ciò c’è un’idea dell’essere giovani assolutamente diversa da quella che ebbero i popoli dell’antichità e delle culture da poco tramontate.

    In essa c’è la totale rimozione del fatto che l’anzianità è, per natura, un punto obbligato, e del fatto altrettanto inequivocabile che nella mente di ogni anziano c’è la propria giovinezza che fa tutti i giorni i conti con l’inevitabilità della scomparsa.

    Dei molti lavori fotografici che ho visto negli ultimi tempi, questo di Linda de’Nobili mi sembra uno dei pochi che si collocano fuori dal grande vuoto quotidiano e lontano dalla morte ammantata di giovinezza.

    In esso, c’è la grazia e la dolcezza di una donna che, fra ricordi del tempo perduto e le esperienze condivise con altre della sua età, sogna il teatro.

    Vive nella teatralità della vita il piacere di essere qui e ora  umanità che respira, che parla e guarda negli occhi di chi ha occhi per vedere.

    Diego Mormorio

     

  • Sabato 14 Giugno, ore 18,00

    Libri

    Presentazione del libro “Dio: il Non Creato” di Alessio Pierantozzi, Armando Editore.

    Un viaggio psicologico filosofico nel proprio Universo interiore.

    Uno studio volto a distinguere il Creato (l’esistenza) dal Non Creato (la non esistenza), con lo scopo di rispondere a domande quali: è possibile trascendere dal Creato al Non Creato?

    E poi, ammesso che sia possibile vivere una simile esperienza, in cosa consiste un contatto con il Non Creato?

    Un’attenta analisi dell’esperienza dell’illuminazione volta ad individuarne i caratteri distintivi.

    Una ricerca che fa appello alla psicologia junghiana, alla filosofia orientale come anche alla filosofia classica, medievale e moderna, senza tralasciare la fisica quantistica (trattata in termini divulgativi).

     

  • Sabato 14 Giugno, ore 21,30

  • Musica

    BIBLI inMUSICA, musiche di ogni tempo e stile iniziativa musicale promossa in collaborazione con la società di concerti MRS. PHILHARMONICA.

    Soundtracks (for imaginary films)

    Fabio Di Cocco – pianoforte

    Musiche originali per piano solo

    Ingresso € 8 (intero) - € 6 (con la BibliinmusiCard) comprensivo di bicchiere di vino con stuzzichino: all'uscita viene offerta una copia di Suonare News con cd in omaggio.

     

  • Domenica 15 Giugno, ore 10,30

  • Cinema

    Appuntamento del nuovo ciclo di incontri “Cinema di serenità” a cura di Luciana Marinangeli.

    “Miracolo a Milano” ovvero viviamo in un mondo troppo piccolo per essere felici da soli

    Miracolo a Milano (1951) di Vittorio De Sica. 100’

    Il cinema, forma moderna di saggezza, può dare una risposta in linguaggio familiare, accessibile a tutti, a problemi universali. E’ il punto di vista da cui Luciana Marinangeli presenta e commenta con il pubblico questa nuova serie di film.

    Luciana Marinangeli è autrice RAI e scrittrice RCS, tradotta in sette paesi, tra cui il Giappone. Suoi “Vivere sereni”, “Papà allo specchio”, “Contro la sofferenza”, “Parlare con Pinocchio” e il recente “Risonanze celesti”.

     

  • Domenica 15 Giugno, ore 21,00

  • Libri

    Presentazione del libro “Il bene materiale” di Paolo Febbraro, Libri Scheiwiller.

    Intervengono Biancamaria Frabotta e Filippo La Porta.

    Libri Scheiwiller presenta nella collana Prosa e poesia, diretta da Alfonso Berardinelli,  il volume Il bene materiale di Paolo Febbraro, un poeta la cui aspirazione è scrivere libri poetici «avvincenti come scrivere romanzi di Stendhal».«Febbraro evita le trappole decadenti del linguaggio marmoreo, apparentemente muscoloso, ma che cade a pezzi e subito si ricompone trasformandosi in gesso, come in una allucinazione surrealista. In Febbraro pulsa un’energia della giovinezza, vista come rincorsa per il “salto” in alto poetico. Le sue poesie come neon luminoso piegato a fuoco insufflano ai versi l’anima del canto. In lui ci sono ascendenze montaliane e anche caproniane, e forse altri significati che io non so individuare, per modestia nel dire.» (Valentino Zeichen).«Non sono incline alle confessioni, all’Io debordante. Del resto, è naturale che quando si scrive di qualunque cosa l’Io dell’autore plasmi e nasconda. A volte anzi la grande, rumorosa ostentazione costituisce un nascondimento ulteriore, a cui evidentemente non voglio dar corso. Meglio esprimere piuttosto le varie istanze o possibilità del proprio Sé, dando loro nomi, persone, passati e futuri, accadimenti. La poesia non è meno inventiva della narrativa.» (Paolo Febbraro)

    Paolo Febbraro è nato nel 1965 a Roma, dove vive. Poeta e critico letterario, ha pubblicato Il secondo fine (Marcos y Marcos 1999, premio Mondello per l’Opera prima) e Il Diario di Kaspar Hauser (L’Obliquo 2003, premio Sandro Penna). Come critico ha curato l’edizione dei Poeti italiani della «Voce» (Marcos y Marcos 1998) e l’antologia Critica militante (Ist. Poligrafico dello Stato 2001). Dirige con Giorgio Manacorda l’Annuario di Poesia Castelvecchi e collabora a «Il Manifesto».

     

  • Lunedì 16 Giugno, ore 18,00

  • Libri

    Presentazione dei volumi “L'ateismo” di Alexandre Kojève, a cura di Marco Filoni e Elettra Stimilli, traduzione di Claudia Zonghetti, Quodlibet Edizioni e “Il filosofo della domenica. La vita e il pensiero di Alexandre Kojève” di Marco Filoni, Bollati Boringhieri Editore.

    Intervengono:

    Antonio Gnoli, La Repubblica;

    Giacomo Marramao, Università Roma Tre;

    Roberto Esposito, Università di Napoli;

    Elettra Stimilli, Università di Salerno;

    Marco Filoni, giornalista.

     

    L'ateismo

    Scritto in russo nel 1931 – ma pubblicato per la prima volta nel 1998, tre decenni dopo la morte dell’autore, e solo in traduzione francese –, L’ateismo è rimasto sino ad oggi un testo quasi inesplorato, nonostante la fama di cui Kojève ha goduto, e non solo in ambito filosofico.

    Molteplici sono stati negli ultimi anni gli interventi, di varia provenienza, sul tema. Il dibattito appare tuttavia ancora insufficiente, soprattutto se l’ateismo risulta – come per Kojève – un problema filosofico e non soltanto una risposta laica all’istanza religiosa, reale o presunta, che oggi attraversa un po’ ovunque una fase di inattesa reviviscenza. La presente traduzione, condotta sul manoscritto originale russo e differente in alcuni punti essenziali dall’edizione francese, restituisce il testo di Kojève in tutta la sua attualità.

    La negazione dell’esistenza di Dio non apre, qui, alla condizione pacificante di chi pensa di aver messo a tacere il problema religioso. Se l’uomo è ciò che resta dalla negazione di Dio, il problema filosofico dell’ateismo è quello della natura dell’uomo, o meglio della possibilità costitutiva e paradossale dell’essere umano di cogliere la presenza di ciò che è assente: la «datità di ciò che non è dato», la «datità del nulla». A questa possibilità Kojève – in particolare nel suo celebre confronto con Hegel, di pochi anni successivo – dà il nome di desiderio, e legge la Fenomenologia dello Spirito come la più appassionata narrazione moderna sull’origine dell’uomo, un’«antropologia atea». Nel giovanile Ateismo – in cui fra l’altro riscontriamo i chiari influssi della teologia ereditata dai filosofi russi e dagli studi orientali – sono presenti già in embrione le idee e il metodo che rendono ancora oggi viva l’attenzione dei lettori e degli studiosi sul filosofo della «fine della storia» e della «fine dello stato».

     

    Di Alexandre Kojève (Mosca 1902-Bruxelles 1968) Quodlibet ha pubblicato Kandinsky (2005). Fra le sue altre opere presenti in italiano segnaliamo: Introduzione alla lettura di Hegel (Adelphi, 1996), Il silenzio della tirannide (Adelphi, 2004), Introduzione al Sistema del Sapere. Il Concetto e il Tempo (Neri Pozza, 2005).

     

    Il filosofo della domenica. La vita e il pensiero di Alexandre Kojève

    Alexandre Kojève (1902-1968), aristocratico russo rifugiatosi in Francia, entrò nell’amministrazione francese subito dopo la fine della guerra. Da quel momento dirà d’aver tempo per la filosofia soltanto la domenica. E infatti «il filosofo della domenica» era il nome con il quale lo scrittore Raymond Queneau era solito chiamarlo, a partire dagli anni cinquanta. Kojève passò felicemente gli ultimi vent’anni della sua vita fra l’élite della diplomazia mondiale e dell’alta finanza che, secondo lui, aveva sostituito la vecchia aristocrazia. Così la sua fu un’attività filosofica «semiclandestina», riservata ai fine settimana, una circostanza che unitamente al fascino del personaggio ha determinato un singolare destino della ricezione kojèviana. Egli è divenuto una sorta di citazione obbligata per gli studi hegeliani, così come per gli esiti della fenomenologia e dell’esistenzialismo in Francia. Ma solo diversi anni dopo la sua morte, in seguito alla pubblicazione di molti suoi testi inediti, vennero alla luce opere con le quali il dibattito contemporaneo ancora si confronta.

    Il libro ricostruisce gli ambienti culturali di provenienza, gli studi praticati, le scelte teoriche fondamentali e la rete intellettuale entro cui prendono forma, facendo un abbondante uso di materiali d’archivio, testi inediti, carteggi, testimonianze scritte e orali. Materiali inediti o di natura privata che, oltre a restituire la dimensione umana del filosofo, accrescono l’intelligibilità della sua proposta teorica.

     

    Marco Filoni è dottore di ricerca in Storia della filosofia. Studioso dell’hegelismo francese, ha lavorato a lungo a Parigi presso l’archivio di Alexandre Kojève, autore del quale ha curato diverse edizioni italiane: Kandinsky (Quodlibet, Macerata 2005), Introduzione al sistema del sapere (Neri Pozza, Vicenza 2005), L’ateismo (Quodlibet, Macerata, di prossima pubblicazione). Ha pubblicato Filosofia e politica. Attualità di Eric Weil (Università degli Studi, Urbino 2000) e «Le erme nei trivi». Bibliografia di Livio Sichirollo (Quodlibet, Macerata 2006). È corrispondente in Italia delle «Lettres françaises» e scrive per l’inserto domenicale del «Sole 24 Ore».

     

  • Lunedì 16 Giugno, ore 21,00

  • Libri

    Presentazione del libro “Giulietta squeenz” di Pulsatilla, Bompiani.

    Interviene Ivan Cotroneo.

    Giulietta ama i gatti, parla al telefono con i criceti, chiama i topi “tipi”, e tiene per l’eternità una barca rovesciata in un giardino spelacchiato. Giulietta ha la risposta pronta come un coltello affilato, un paio di tette degne di nota, un amico che si chiama Mostro, un marito sposato di corsa, una madre e una nonna che non si fanno i fatti loro, un’amica pronta a tradirla, e una viscerale e spiegabilissima tendenza al suicidio. Ma, cosa più importante, Giulietta a otto anni incontra Daniele, il grande amore della sua vita, che tuttavia non sa di essere il grande amore della sua vita. Da questo momento la vita di Giulietta cambia, raggiungendo abissi di catastrofe mai toccati prima. Un romanzo in cui il destino non va mai nella direzione attesa, e segue un cammino perfidamente tortuoso, disseminato di battute al vetriolo, lampi di romanticismo, e mazzate improvvise come fulmini d’agosto.

    Il primo successo di Pulsatilla, al secolo Valeria di Napoli (Foggia, 1981), risale all’età di otto anni, quando conquista un Bravissima con stella per un tema sugli Egizi. Dieci anni dopo viene selezionata nella cinquina del Campiello Giovani, si trasferisce a Milano, fa la copywriter, apre un blog. Nel 2006 pubblica La Ballata delle Prugne Secche. Oggi vive, scrive e lavora a Roma.

     

  • Martedì 17 Giugno, ore 20,30

  • Cinema

    Appuntamento con il ciclo “A century of wars and peace - Un secolo di guerra e di pace", a series presented by Giuseppe Sacco, una serie presentata da Giuseppe Sacco.

    Proiezione di The Magic Flute - Il flauto magico
    Kenneth Branagh 2006 - starring Joseph Kaiser, Amy Carson.

    Original soundtrack in English, with Italian subtitles. Wine, cookies and admission free.

    Versione originale in inglese, con sottotitoli in italiano. Ingresso libero, con vino e biscotti.

     

    "The last century has been one of the most violent and murderous in human history. Originally limited to Europe, successive wars have progressively involved the entire world, with tragic consequences in America as well as in Asia. Still, the quest for peace, the awareness of a common European identity, and actual attempts at opposing the system's logic, have never ceased. As a people's art, the movies were bound to reflect these issues, frequently with splendid results."

    The Centro Culturale Libreria Bibli invites you, in the Spring of 2008 to a series of cultural events where these conflicts will be discussed.

     

    The six movies composing this series are inspired by crucial Historical events: the 1914 Christmas night spent in the trenches by Scottish, German, and French draftees; the trial that followed the massacre of the Chemin des Dames;  the tragic final days of World War II in Berlin; the passage from the French to the American war in Indochina; the annihilation of Cambodia under the red Khmers.

    In conclusion, an extraordinary pacifist reinterpretation of the “Magic Flute”

    Giuseppe Sacco is Professor in the Department of Political Science, at the University of Rome-Luiss. His most recent book is “Critica del nuovo secolo”, Rome, Luiss University Press, 2007

     

    "L'ultimo secolo é stato uno dei più violenti e sanguinosi della storia, con conflitti che, dapprima ristretti alla sola Europa, hanno progressive coinvolto il mondo intero, con conseguenze drammatiche tanto in America quanto in Asia. Eppure, l'aspirazione alla pace, il sentimento di una comune identità europea, e i tentativi di opporsi alla logica spietata del sistema non sono mai venuti meno. Il cinema, arte popolare per eccellenza non poteva non farsene interprete, con opere spesso  straordinarie."

    Il Centro Culturale Libreria Bibli La invita, nella Primavera del 2008, ad una serie di eventi culturali in cui si parlerà di questi conflitti.

    I sei film presentati in questa serie si ispirano a cruciali episodi storici: il Natale 1914 nelle trincee dove i coscritti francesi, tedeschi e scozzesi si contendono un fazzoletto di terra; il processo che fece seguito al massacro dello Chemin des Dames; la drammatica conclusione a Berlino della seconda guerra mondiale; il passaggio dalla guerra francese a quella americana in Indocina; l’annientamento della Cambogia sotto i Khmeri rossi.

    A conclusione, una straordinaria reinterpretazione in chiave pacifista del “Flauto Magico”.

    Giuseppe Sacco è Professore alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma-Luiss. Il suo libro più recente è “Critica del nuovo secolo”, Roma, Luiss University Press, 2007

     

  • Mercoledì 18 Giugno, ore 17,30

  • Libri

    Presentazione del libro “Il lavoro a più dimensioni. Frammenti di quotidianità” di Gabriele Gabrielli, prefazione di Giuseppe Varchetta, Luiss University Press.

    Intervengono:

    Pier Sergio Caltabiano, presidente AIF;

    Giordano Fatali, presidente HR Community;

    Marcella Mallen, presidente Manageritalia Roma;

    Mario D'Ambrosio, presidente AIDP;

    Andrea Zorzi, presidente Ascai

    Coordina Franco Amicucci.

    Per informazioni info@formaliberi.it

    Una lettura utile per approfondire la dimensione del management delle risorse umane; per conversare su cosa ci motiva e su ciò che ci soddisfa nel lavoro; ma soprattutto per continuare a domandarci quale “posto” abbia la  persona” e quale invece il “lavoro”.

    Le pagine di questo volume sono scritte indossando prevalentemente le lenti della quotidianità per riflettere, con l’aiuto di tanti “frammenti” raccolti dall’esperienza personale e di quella percepita e vissuta nei contesti organizzativi dall’autore, su ciò che qualifica il lavoro e accade negli ambienti in cui esso si realizza. Un volume che parla e sollecita una riflessione sui colleghi e sulla relazione con il capo, che schiude stati d’animo ed emozioni, che tratta di sentimenti e di razionalità, che illumina i diversi atteggiamenti che si possono avere nei confronti dell’azienda o dell’ufficio. Si tratta di una lettura utile per approfondire la dimensione del management delle risorse umane; per conversare su cosa ci motiva e su ciò che ci soddisfa nel lavoro; ma soprattutto per continuare a domandarci quale “posto” abbia la “persona” e quale invece il “lavoro” nei differenti luoghi in cui esprimiamo una parte così importante di noi stessi in relazione con gli altri.

     

    Gabriele Gabrielli è Docente di Organizzazione e gestione delle risorse umane presso la Università LUISS Guido Carli e Direttore dell’Executive MBA della Luiss Business School. Ha insegnato nelle Università de L’Aquila, Siena e allo Iulm di Milano. E’ stato Direttore Risorse Umane e Organizzazione di Ferrovie dello Stato, Wind, Enel Produzione, Gruppo Coin e dello Sviluppo Manageriale di Telecom Italia. E’ autore e curatore di diversi contributi nel campo del management delle persone e delle relazioni di lavoro. Tra le sue pubblicazioni più recenti Remunerazione e gestione delle persone (FrancoAngeli, Milano, 2005) e Conoscenza, apprendimento, cambiamento (FrancoAngeli, Milano, 2006).

     

  • Mercoledì 18 Giugno, ore 21,00

    Libri

    Presentazione del libro “L’attentato” di Andrea Casalegno, Chiarelettere Editore.

    Intervengono Giovanni Bachelet, Giovanni Fasanella e Giorgio Zanchini.

    “Lo stato, oggi, consiste soprattutto nei cittadini democratici che non si arrendono, che non lasciano andare tutto alla malora”.

    Italo Calvino

     

    “È successa una cosa terribile: hanno sparato a tuo papà. Gli hanno sparato alla Testa.”

    È il 16 novembre del 1977, Carlo Casalegno, vicedirettore della Stampa, è stato ferito dalle Br. Morirà due settimane dopo. “Servo dello Stato” lo avevano bollato i suoi assassini, per lui era un titolo d’onore.

    Da quel tragico evento, che ha segnato la vita di Andrea, ex militante di Lotta continua, prende le mosse questo libro scarno e essenziale; essenziale come può essere il dolore di un figlio che ha perso il proprio padre, ucciso perché persona libera e coraggiosa. Casalegno, che aveva fatto la Resistenza nel Partito d’Azione, scriveva parole durissime contro i terroristi e in difesa della legge. Nessuna indulgenza.

    La ricostruzione di Andrea ci riporta a quell’anno “horribilis” (più di duemila attentati terroristici) e ancora prima, al ’68, all’occupazione delle università, poi alla militanza politica in Lotta continua. Il terrorismo, lo scontro sul caso Moro, la vicenda Calabresi rimangono ferite tuttora insanabili.

    Il libro alterna al racconto pubblico quello privato e famigliare, regalandoci sprazzi di storia di un’Italia che non c’è più, borghese, laica e liberale, restituita attraverso episodi e personaggi che rivelano un’umanità lontana. Recuperare le parole di allora aiuta a capire quali parole possiamo usare adesso, per evitare altri lutti e altri errori.

     

    Andrea Casalegno è nato a Torino nel 1944. È stato redattore della casa editrice Einaudi e attualmente è giornalista del Sole 24 Ore.

    Ha tradotto molti classici di lingua tedesca, tra cui il Faust di Goethe.

    Questo è il suo primo libro.

    Leggi la Rassegna Stampa

     

     

  • Giovedì 19 Giugno, ore 18,00

  • Libri

    La Casa editrice UTET invita alla presentazione di “Beirut, Libano. Tra assassini, missionari e grands cafés” di Riccardo Cristiano, UTET Libreria.

    Intervengono:

    Mons. Hanna Alwan, Rettore del Pontificio Collegio Maronita;

    Gen. Franco Angioni, già Comandante della missione italiana in Libano;

    Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio;

    Lorenzo Trombetta, corrispondente di “Limes” da Beirut

    Coordina Umberto De Giovannangeli, inviato de “l’Unità”.

    Per informazioni

    Paola Claudia Scioli, Responsabile Comunicazione e Ufficio stampa UTET – tel. 011 2099397 – cell. 335 5725029 – e-mail: paola.scioli@deagostini.it, ufficiostampa@utet.it

    Marianna Celsi, Comunicazione e Ufficio stampa UTET – tel. 011 2099217 – cell. 331 5721519 – e-mail: co.marianna.celsi@deagostini.it

     

    “Quella storica non è una ricerca finalizzata soltanto al sapere, è finalizzata anche alla comprensione: e la casa della comprensione ha molti appartamenti”.                                                                                             Kamal Salibi

     

    Sotto l’incalzare dei drammatici avvenimenti dell’oggi poeti, cantanti, sociologi, politici, storici, giornalisti, esuli, missionari, impiegati, avvocati e imprenditori dell’intrattenimento presentano la storia di Beirut, una città curiosamente contrapposta al Paese del quale è la capitale, il Libano. Tanto questo viene presentato come il prodotto di identità religiose e comunitarie confliggenti, tanto Beirut è vista come l’identità condivisa da tutte queste comunità, il luogo dove dialogo e coesistenza sono una sfida e una realtà quotidiane. Il libro così ripercorre le tappe principali della crescita di Beirut nell’Ottocento, del suo affermarsi come città cosmopolita in epoca ottomana, del suo sviluppo ambiguo e distorto negli anni del mandato coloniale francese, del suo precipitare nella guerra civile e quindi della sua sfida al sistema totalitario diffuso nel mondo arabo, con l’insurrezione pacifica seguita all’assassinio dell’ex primo ministro Rafiq Hariri. Una dettagliata analisi dei drammatici eventi succedutisi da quell’assassinio, il 14 febbraio del 2005, fino alla contesissima elezione del nuovo Presidente della Repubblica, si intreccia con la narrazione della controversa ricostruzione della città e con il racconto dei suoi ghetti e dei suoi luoghi di vita notturna e sociale, della sua vita culturale libertaria, della crescita del “totalitarismo islamico” di Hezbollah e delle due linee che si contrappongono nel campo cristiano. Figure-chiave del racconto sono quelle di Samir Kassir, ideologo della “rivoluzione di Beirut” contro l’occupazione siriana, barbaramente assassinato a Beirut pochi mesi dopo Hariri e del poeta e musicista Marcel Khalife.


    Riccardo Cristiano, vaticanista del Giornalista Radio della Rai dal 2001.

    Inviato in Medio Oriente dal 1990 al 2000, ha pubblicato La speranza svanita. Medio Oriente, islam, democrazia. Il dramma dei diritti negati e Tra lo scià e Khomeini. ‘Ali Shari‘ati, un’utopia soppressa.

    Collabora con le riviste «Limes» e «Jesus».

     

  • Giovedì 19 Giugno, ore 21,00

  • Libri

    Presentazione del libro “Cina, la mia vita a Pechino” di Michela Fontana, Edizioni Le Mani.

    Intervengono Enrica Toninelli e Donatella Guida.

    L’esperienza di vita a Pechino di Michela Fontana si traduce in un diario di viaggio particolare, condotto sul filo dell’ironia e pervaso dalla meraviglia e dallo stupore inevitabili a contatto con una realtà come la Cina di tutti i giorni, vissuta e osservata per quattro anni con gli occhi di una occidentale. Con penna rapida e leggera, l’autrice descrive incontri e scontri  con una cultura totalmente diversa , alla scoperta di persone e situazioni inattese.

    Dai contatti quotidiani con una visione del mondo confuciana, all’impatto con la cucina locale e col traffico congestionato della megalopoli. Dall’esperienza diretta in un ospedale tradizionale al racconto impietoso e irresistibile della smania di acquisto che assale i turisti in Cina fino alla descrizione del mercato delle pulci più famoso di Pechino. Non mancano ritratti curiosi: la dottoressa esperta in fecondazione assistita, l’anziano dissidente e il giovane interprete coraggioso, la vedova di una vittima della Rivoluzione culturale.

    E’ come un album fotografico che offre istantanee di un Paese antico in veloce mutazione verso al modernità, ma rimasto per molti versi immutato nel tempo. Grazie a una scrittura agile e gradevole, si scopre una Cina nella quale convivono e si confondono elementi antichi e attuali, ricca di umanità e di contraddizioni, descritta con umorismo e tenerezza in modo originale, con uno stile accattivante e personalissimo. 

    Michela Fontana, giornalista e scrittrice milanese, matematica di formazione, si è dedicata per molti anni al giornalismo e alla divulgazione  scientifica, per poi  dedicarsi anche alla saggistica e alla narrativa. Ha scritto per  Panorama, La Stampa, e collaborato  per oltre vent’anni per i  più importanti quotidiani e periodici. E’stata due volte vincitrice del premio Glaxo per la divulgazione. Ha svolto numerose collaborazioni editoriali, ha scritto un testo per il Piccolo Teatro di Milano sul CERN di Ginevra.  Ha  vissuto un anno a Cambridge, Usa, vincitrice di una borsa di studio per giornalisti scientifici del Massachusetts Institute of Technology, ha lavorato quattro anni a Ottawa, Canada con l’incarico di addetto scientifico presso l’ Ambasciata d’Italia. Dal 1999 al 2002 ha vissuto a Pechino. 

    E’ autrice di Percorsi calcolati, (Le Mani, 1996) che ha vinto nel 1998 il Pirelli International Award per la divulgazione. Nel 2005 ha pubblicato Matteo Ricci. Un gesuita alla corte dei Ming (Mondadori, Le Scie, aprile 2005, Oscar Storia 2008), che ha avuto eccellenti recensioni su tutti i principali quotidiani e periodici.

     

  • Venerdì 20 Giugno, ore 19,00

    Arte

    Inaugurazone della mostra “AmoRoma”, acquarelli di Luigi Le Voci.

    La mostra resterà aperta fino a Domenica 6 Luglio.

     

  • Sabato 21 Giugno, dalle ore 18,00 alle 24,00

  • Festa Europea della Musica - XIV Edizione

     

    ore 21,00

    Fiabe, storie, filastrocche. Il ruolo dell'immaginario in musica.

    a cura del Maestro Claudio Bergamini.

     

     

  • Domenica 22 Giugno, ore 17,00

    Musica

    Le Officine Musicali del Borgo invitano ad un concerto per pianoforte.

    Musiche di Bach, Beethoven, Brahms, Ravel. 

    Pianisti:

    Silvia Stoppani, Francesco Bella, Gabriele Lanaro, Cristina Rapone, Lorenza Petit, Giulia Grassi, Federico Cacciafesta.

    Per informazioni info@officinemusicali.com

     

  • Domenica 22 Giugno, ore 21,00

    Letture

    “Le notti bianche” di Fedor Dostoevskij letto e interpretato dall’attrice Angela Antonini.

    Ingresso libero.

    Era egli forse stato creato

    Per rimanere, sia pure per un istante,

    Vicino al tuo cuore?                                                                          I.Turgenev

     

    L'azione del racconto, apparso nel dicembre del 1848, si svolge nel silenzio notturno di una Pietroburgo malinconica e astratta. L'eroe di Dostoevskij ricorda infatti la figura triste e rassegnata di un Pierrot incantato dal volto lunare che abita le strade deserte di una città fosca e misteriosa. L'autore riflette e scrive intorno alla tragica figura del "sognatore", un essere puro, distante dalle logiche della meschinità, che risponde alla corruzione del mondo rifugiandosi nello spazio immaginario e impenetrabile della sua fantasia.

    Egli osserva la vita degli altri uomini attraverso una superficie di vetro che gli impedisce il contatto diretto con l'autenticità del vivere. La sua è una realtà deformata, artificiale, architettura complessa di visioni e affetti che lo condanna alla solitudine e allo straneamento, impedendogli di vivere un rapporto vero con gli altri esseri umani. L'aspetto straordinario dell'opera e' da ricercare proprio nel riflettersi della condizione interiore dell'eroe di Dostoevskij sul tessuto urbano e verbale. I pensieri, le sensazioni, gli affetti del protagonista si trasferiscono sempre più nei luoghi della città fino a invadere la stessa superficie della camera in cui dorme, le cui pareti, alla fine, diventano scolorite, scialbe, fitte di ragnatele.

    L'attrice Angela Antonini legge e interpreta le temperature atmosferiche dell'opera attraverso la modulazione dei timbri vocali e lo studio attento della ritmica suggerito dal movimento musicale della scrittura.

     

     

  • Lunedì 23 Giugno, ore 18,00

  • Danza

    “Down-a (Vai giù)”

    “il non essere uguali agli altri sarebbe rendersi estranei, e l’esserlo, rendersi mostri”                                                                   W.Shakespeare

    La Compagnia di Danza IN_BETWEEN invita alla presentazione dello spettacolo di danza butoh “Down-a (Vai giù)”, atto unico sulla diversità ispirato a “I due nobili congiunti” di William Shakespeare.

    Danza e progetto di Flavia Ghisalberti, Ivan Marasco, Ezio Tangini, Yann van Steenbrugghe.  

    Musiche di Frank Heierli.

    Nel corso della serata verranno presentati alcuni brani della performance che avrà luogo il 26, 27 e 28 Giugno 2008, ore 21,00 presso il Centro Diurno Valle Aurelia- Dipartimento di Salute Mentale - Asl Roma E.
    Lettera di ringraziamento
    Rassegna stampa

    La performance è sulla diversità e sulla colpa, sul colpevole animo umano.

    Ogni personaggio è a suo modo un “diverso” e, in quanto tale, colpevole. La diversità e la follia sono atti di rivolta in una società omologata, intollerante e repressiva.

    Progetto Something in between.

    Lo spettacolo fa parte del “Progetto Something in between”. Il progetto è stato ideato in considerazione della consapevolezza della storia legata alla memoria degli ospedali psichiatrici, del recupero del patrimonio fatto di sofferenza e disagio ma anche di presa di coscienza delle dinamiche dell’internamento. Down-a, down-a (vai giù, vai giù) è un ritornello composto da un madrigalista italiano.

    Per informazioni e prenotazioni:

    Associazione Underscore 06.6245145

    Ezio Tangini  338.5004680 eziotangini@virgilio.it http://sib.butoh.free.fr

    Associazione Socio-Culturale Villa Carpegna

    06.39727271 info@associazionevillacarpegna.it

    Giancarlo Cococci

    348.3856962 g.cococcia@tiscali.it www.associazionevillacarpegna.it

     

  • Lunedì 23 Giugno, ore 20,30

    Libri

    Presentazione del libro “Gerusalemme” di Renato Coen e Federica De Sanctis, Sperling & Kupfer.

    Intervengono insieme agli autori

    Maurizio Caprara, Corriere della Sera

    Gigi Riva, L’espresso.

    Ricchissima di storia, carica di mistero, legata fatalmente al passato, eppure aperta, internazionale, multietnica: un ritratto di Gerusalemme, città dalla tre anime - ebraica, cristiana, islamica - che non smetterà mai di stupire.

    Città santa, simbolo irrinunciabile per i fedeli di tre religioni ma anche teatro insanguinato di un conflitto che pare senza soluzione: Gerusalemme non smette di attirare l'attenzione del mondo intero. Il suo volto sfaccettato cambia a seconda di chi lo guarda e nel giro di pochi metri: basta attraversare una strada per passare dalla Gerusalemme moderna e laica, dai tratti tipici di una metropoli europea, a quella araba, dall'aspetto tipicamente mediorientale, oppure per entrare nel quartiere degli ultraortodossi, una realtà senza tempo. I vecchi quartieri, i luoghi santi, i sobborghi più recenti sono i punti d'avvio di un racconto che tocca l'attualità e la storia, la vita quotidiana e le lotte politiche e religiose. Un percorso fra le vie e gli eventi, guidato dai ricordi e dalle riflessioni di testimoni d'eccezione.

     

    Federica de Sanctis, giornalista, è nata a Foligno (PG) nel 1974 e vive e lavora a Roma. Conduce Sky Tg24 Mattina. È stata anchor woman e inviata per il Tg e gli speciali di Sky Tg24. In precedenza ha lavorato per Italia Radio e come inviata per Rai International. Ha collaborato con diversi quotidiani e magazine nazionali.

     

    Renato Coen, giornalista, è nato a Roma nel 1973. Dal 2005 è corrispondente di Sky Tg24 da Gerusalemme. Ha lavorato, fra l'altro, nell'ufficio di corrispondenza dell'Ansa di Washington e come inviato negli Stati Uniti per Sky. Collabora con alcuni settimanali.

     

  • Martedì 24 Giugno, ore 11,30

    Conferenza Stampa

    “Down-a (Vai giù)”

    “il non essere uguali agli altri sarebbe rendersi estranei, e l’esserlo, rendersi mostri”                                                                             W.Shakespeare

    La Compagnia di Danza IN_BETWEEN invita alla conferenza stampa di presentazione dello spettacolo di danza butoh “Down-a (Vai giù)”, atto unico sulla diversità ispirato a “I due nobili congiunti” di William Shakespeare.

    Danza e progetto di Flavia Ghisalberti, Ivan Marasco, Ezio Tangini, Yann van Steenbrugghe.  

    Musiche di Frank Heierli.

    La performance avrà luogo il 26, 27 e 28 Giugno 2008, ore 21,00 presso il Centro Diurno Valle Aurelia - Dipartimento di Salute Mentale Asl Roma E.

    La performance è sulla diversità e sulla colpa, sul colpevole animo umano.

    Ogni personaggio è a suo modo un “diverso” e, in quanto tale, colpevole. La diversità e la follia sono atti di rivolta in una società omologata, intollerante e repressiva.

    Progetto Something in between.

    Lo spettacolo fa parte del “Progetto Something in between”. Il progetto è stato ideato in considerazione della consapevolezza della storia legata alla memoria degli ospedali psichiatrici, del recupero del patrimonio fatto di sofferenza e disagio ma anche di presa di coscienza delle dinamiche dell’internamento. Down-a, down-a (vai giù, vai giù) è un ritornello composto da un madrigalista italiano.

    Partecipano alla conferenza stampa:

    Ezio Tangini

    Michele Di Nunzio

    Flavia Ghisalberti

    Frank Heierli

    Per informazioni e prenotazioni:

    Associazione Underscore 06.6245145

    Ezio Tangini  338.5004680 eziotangini@virgilio.it http://sib.butoh.free.fr

    Associazione Socio-Culturale Villa Carpegna

    06.39727271 info@associazionevillacarpegna.it

    Giancarlo Cococci

    348.3856962 g.cococcia@tiscali.it www.associazionevillacarpegna.it

      

  • Martedì 24 Giugno, dalle ore 17,00

    Musica

    Nell'ambito della II edizione della Rassegna "Un palcoscenico per tutti" le Officine Musicali del Borgo presentano “Un palcoscenico per tutti-sezione Emergenti”

    ore 17.00 - Recital pianistico di Francesco Bella

    Musiche di Bach, Saint-Saens, Busoni, Schumann, Ravel.
    ore 18.30 - Musiche per violino, violoncello, pianoforte, canto lirico, quintetti e piccola orchestra d'archi di R. Schumann, J. Pachelbel, J. S. Bach, J. F. Mazas, W. A. Mozart, E. Grieg, B. Bartok, G. F. Haendel, F. Chopin, M. Ravel, L. v. Beethoven, C. Debussy.

    A cura degli allievi e degli insegnanti delle Officine Musicali del Borgo.

    Per informazioni info@officinemusicali.com

     

  • Martedì 24 Giugno, ore 20,30

    Libri

    Presentazione del libro “Il capitalismo ha i secoli contati” di Giorgio Ruffolo, Einaudi.

    Intervengono Furio Colombo, Stefano Fassina, Valentino Parlato, Nicola Zingaretti.

    Presiede Alessio D’Amato.

    Una civiltà che pretende di abolire il limite è perduta, perché non riconosce i suoi confini ecologici e sociali né le possibilità del suo sviluppo culturale.

     

    Le profezie sulla fine del capitalismo sono state così tante da avergli portato fortuna, ma niente giustifica l'idea che esso rappresenti un assetto definitivo. La storia scorre, implacabile. I suoi tempi sono contati. Su questo sfondo Ruffolo ci narra nel suo stile sempre godibile l'avvincente percorso storico del capitalismo occidentale. Dalle prove d'orchestra dell'antichità fino al suo pieno dispiegarsi nel Cinquecento e alle successive egemonie nazionali. E soprattutto le incognite di questo nostro nuovo secolo, le sfide, i rischi, le risposte possibili che si muovono sul filo della progressiva mercatizzazione dell'economia, fino alla globalizzazione dello spazio e alla finanziarizzazione del tempo. Uno scenario complicato dall'affanno del controllo politico, che potrebbe riservarci prospettive drammatiche ma anche, tra le sue sorprese, quella di un «capitalismo ben temperato».

    «Le filosofie che contestano la scienza e la tecnica come idoli della nostra servitù ci portano sulla strada opposta a quella segnata dalla legge dell'organizzazione che regola l'evoluzione dell'essere. Ci portano nelle fumosità del misticismo, mentre la scienza e la tecnica, al servizio della conoscenza, non del mercato, sono le vie aperte al nostro sviluppo creativo. Non è il progresso tecnico la causa del venir meno dei fini, ma è il suo asservimento all'accumulazione capitalistica. Quella sintesi di tecnica e di mercato che ha costituito il segreto del trionfo capitalistico ne rappresenta oggi la prigione. Non è vero che la tecnica prescrive di fare tutto ciò che è fattibile. Essa prescrive di fare tutto ciò che è profittevole. Il problema, allora, non è quello di sottrarsi alla tecnica, ma di sottrarre la tecnica alle leggi del mercato, ponendola al servizio della conoscenza. In questo senso l'equilibrio ecologico, l'arresto della crescita economica dell'avere, sterile e autodistruttiva, è la premessa necessaria di un umanesimo trascendente inteso allo sviluppo esistenziale della specie umana».

    Giorgio Ruffolo, economista ed esponente di primo piano del riformismo italiano, ha lavorato tra l'altro all'Eni di Enrico Mattei e all'Ocse. È stato ministro dell'Ambiente e deputato socialista a Montecitorio e al Parlamento europeo, fondando nel 1981 il Centro Europa Ricerche di cui è tuttora presidente. Per Einaudi ha pubblicato La grande impresa nella società moderna (1967), Cuori e denari (1999), Quando l'Italia era una superpotenza (2004), Lo specchio del diavolo, una storia dell'economia dal paradiso terrestre all'inferno della finanza (2006) e Il capitalismo ha i secoli contati (2008). Scrive su «Repubblica» e l'«Espresso». 

     

  • Mercoledì 25 Giugno, ore 18,00

  • Libri

    Presentazione del libro “Scopri le tue potenzialità. Come trasformare le tue capacità nascoste in talenti con la psicologia positiva e il coaching” di Luca Stanchieri, Franco Angeli Editore.

    Interviene insieme all’autore Patrizia Breschi, Tutor e Responsabile Qualità della Scuola Italiana Life Coaching.

    Nella selezione del personale, nella formazione, nelle scuole o nelle imprese, nella ricerca di una vita appagante e soddisfacente, è determinante capire quali capacità sono necessarie e chi le possiede. Per prevenire disagi, sofferenze e patologie, c’è bisogno di alimentare abilità e competenze che rendano la vita migliore. Per sviluppare le organizzazioni e le relazioni, c’è bisogno di individuare i talenti e realizzarli nella pratica. Capacità, abilità, competenze e talenti sono forme di espressione delle potenzialità umane. Cosa sono, allora, queste potenzialità?

    Come si manifestano nelle triplice dimensione dell’individuo, delle relazioni, dei contesti organizzativi? Come “tirarle fuori”?

    Grazie al contributo della psicologia positiva e del coaching, le potenzialità cominciano ad avere dei nomi precisi e un percorso di sviluppo. Escono da un certo genericismo, dove tutti le invocano ma nessuno le conosce davvero. Le potenzialità sono risorse, poteri, talenti, abilità che servono a vivere meglio nelle relazioni, come nelle organizzazioni. Sono il patrimonio più prezioso che l’umanità ha accumulato e che la caratterizza positivamente come specie. Questo libro accompagnerà allora il lettore in un vero e proprio percorso di “coaching”, e lo inciterà a provarsi, attraverso test e questionari, per individuare le proprie potenzialità dentro di sé ed elaborare una mappa che le sintetizzi. Per ogni potenzialità troverete esercizi che permettono di trasformarle in veri e propri poteri in grado di incidere nella realtà e svilupparla in termini di soddisfazione e benessere.

    Luca Stanchieri, laureato in Economia e Commercio ed in Psicologia presso la Sapienza di Roma, si occupa di formazione, consulenza organizzativa ed executive/life coaching, è responsabile didattico della Scuola Italiana di Life Coaching (www.scuoladicoaching.it), e ha pubblicato Il Life coaching (Verdechiaro, 2004), Il meglio di sé (FrancoAngeli, 2004), Essere leader non basta (FrancoAngeli, 2006

     

  • Mercoledì 25 Giugno, ore 21,00

    Attualità

    Intervengono:

    Stefano Pratesi, vicepresidente Amnesty International Sezione Italiana;

    Alexian Santino Spinelli, musicista, compositore poeta Rom;

    Marco Brazzoduro, docente  Università La Sapienza – Roma. 

    Il Rapporto 2008 di Amnesty denuncia che l’ingiustizia, la disuguaglianza e l’impunità sono i tratti significativi del mondo di oggi, e che, nonostante la sensibilizzazione di molti governi a temi come la pena di morte, i 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani sono anni di fallimento e di enorme divario tra gli impegni assunti e quelli rispettati.

    Il tema della lotta al terrorismo e della sicurezza ha offerto la maniera più facile di restringere la libertà di pensiero, di esercitare la censura nel mondo della comunicazione e di agire in modo inumano contro il “nemico” vero, potenziale o presunto, in spregio alle norme del diritto internazionale.

    In Italia, fra le molte altre inadempienze, i governi che si sono succeduti hanno rifiutato una vera collaborazione con gli organismi internazionali d’indagine sulla detenzione e trasferimenti illegali di persone “sospette”(rendition). L’ostinata assenza nel nostro codice penale del reato specifico di “tortura” assicura praticamente l’impunità agli eccessi commessi dalle forze dell’ordine (come nei  fatti del G8 di Genova nel 2001). Inoltre, il paese sta diventando pericoloso per il clima di razzismo e la legislazione, proposta o già in vigore, contraria agli standard internazionali sui diritti umani. Episodi isolati di violenza hanno dato luogo ad atti normativi affrettati e propagandistici, a dichiarazioni discriminatorie e attacchi xenofobi, che stanno minando i diritti umani fondamentali delle minoranze nel nostro paese, e rischiano di comportare una generale erosione dei diritti individuali di ogni persona in Italia.

     

    Alexian, artista di fama internazionale, laureato a Bologna in Lingue e Letterature Straniere Moderne e in Musicologia, è un rom italiano appartenente alla Comunità romanès  più antica d’Italia. Insegna Lingua e Cultura Romanì alle Università di Trieste e di Chieti. Virtuoso di fisarmonica, ha tenuto con il suo gruppo moltissimi concerti e ottenuto moltissimi premi in Italia e all’estero, dove è stato ospite di numerose trasmissioni radio e televisive, dove gli sono stati dedicati ampi servizi giornalistici,  e presenterà il nuovo cd  “Me pase ko Murdevèle - Io ac- Canto a Dio “ ( prodotto da CNI)

     

    Per informazioni Circoscrizione Lazio di Amnesty International

    329 8377971 www.amnestylazio.it www.amnesty.it

     

  • Martedì 1 Luglio, ore 18,00

    Libri

    Presentazione del libro "Il disagio confidato" di Norma Aleni Caroleo, Calabria Letteraria Editore.

    Il disagio confidato è il secondo saggio dell'autrice sugli adolescenti.

    Confidenze sussurrate, a volte gridate, scritte cercando di utilizzare il linguaggio dei giovani. Piccole storie che ci fanno capire il difficile e complicato mondo degli adolescenti che hanno necessità, in primo luogo, di essere ascoltati e capiti e non giudicati come sempre avviene, anche senza una reale e approfondita conoscenza su di loro. Il libro apre le porte ad un mondo che esprime dubbio, sconforto, dolore, rabbia nei confronti di una società balorda fatta di apparenze e falsità. Vivace la critica verso la scuola che a volte - riesce a provocare un danno che si trascina per tutta la vita.  

     

  • Giovedì 26 Giugno, ore 18,00

    Fotografia

    L'Associazione Culturale Emisferi invita alla inaugurazione della mostra “IndianGangaAarti - fuoco purificazione benedizione” fotografie di Nicola Pietravalle e Roberta Vivenzio.

    La mostra resterà aperta fino a Domenica 6 Luglio.

     

    Due i temi fotografici, legati da un luogo magico e spirituale, che identifica l'essenza dell'induismo, le sue cerimonie e i suoi volti.

    IndianGangaAarti è il racconto per immagini di un'esperienza quotidiana vissuta dai due autori in India, in un piccolo ashram nei pressi della antica e sacra città di Haridwar. Situata nella regione di Uttrakhand, Haridwar è la prima città bagnata dal fiume Gange, considerata sacra per la purezza delle sue acque e benedetta da Shiva, Vishnu e Bhrama. Un suggestivo rito, detto Aarti, ogni sera viene celebrato nella città sacra, officiato da migliaia di fedeli.

    Il valore delle immagini della mostra è invece quello di portarci ad assistere alla stessa cerimonia in un luogo intimo e raccolto, che privilegia il rapporto tra l'uomo e la natura, tra i fedeli e la divinità. Nel silenzio dello scorrere delle acque del Gange, immersi nella calda atmosfera della sacra energia del fuoco, le immagini ci fanno entrare nell'essenza di un'India da svelare.

    Avvolti in un' atmosfera mistica, spirituale, divina, eppure così umana e terrena, è così che si viene travolti dall’incontro con i Sadhu, "sacri" uomini dell'India che rappresentano il secondo tema della mostra. Il caldo color ocra delle vesti, l’intensità dei loro volti e la curiosità delle loro espressioni rappresenta una emozione che rimane incisa nell'anima.

     

    La mostra fotografica è presentata dalla Associazione Culturale Emisferi, un ponte tra Oriente ed Occidente. Fondata e composta da terapisti ayurvedici, Emisferi è una associazione che promuove la conoscenza dell’Ayurveda. Allo scopo di assicurare salute e benessere ristabilendo armonia ed equilibrio nelle tre parti che costituiscono l'essere umano: fisica, mentale e spirituale, Emisferi propone terapie legate al massaggio, organizza seminari di approfondimento dei vari temi legati all’Ayurveda, propone corsi e varie iniziative legate alla conoscenza ed alla promozione dell’incontro tra Oriente ed Occidente.

     

  • Giovedì 26 Giugno, ore 21,00

    Libri

    L’Associazione Lipa invita alla presentazione del libro “L’isola nuda” di Dunja Badnjevic, Bollati Boringhieri Editore.

    Intervengono Erri De Luca, Giulia Alberico, Miodrag Lekic.

    Reading a cura di Sasa Vulicevic.

     

    L’Isola nuda è il famigerato lager di “rieducazione socialista” della Jugoslavia di Tito, una macchia sconosciuta di totalitarismo in un paese non allineato sulla via di autogestione. La Isola nuda ha divorato l’infanzia di Dunja. E regalato ai lettori una riflessione su quanto il nostro vissuto personale è frutto della Storia.

    L’Isola nuda è l’opera prima di Dunja Badnjevic, già nota al mondo letterario italiano come curatrice e traduttrice delle opere di Andric (nei Meridiani della Mondadori) e di altri autori di lingua serbo-croata. L’autrice esordisce con questo libro di memorie, e insieme romanzo, nell’Anno europeo del dialogo interculturale, creando un altro ponte di conoscenza con le terre dirimpettaie dell’Adriatico.

    Un romanzo sulla memoria dove serpeggia un’atmosfera magica che conferisce concretezza visiva e olfattiva a ogni pagina. Una storia di vita, dove la Badnjevic si cala nel ruolo della rabdomante interiore per poter tessere insieme i frammenti di vita familiari e  collettivi della seconda parte del 900’, dove l’isola di Goli Otok (Isola Nuda), tristemente nota a chi si occupa della storia dell’Est europeo come Kolyma del Mediterraneo, assume il ruolo centrale. E’ intorno a essa che gravitano i destini dei detenuti, padri, mariti, mogli, figli ed è essa di nuovo che tempra e segna per sempre i caratteri di coloro che ne sono rimasti fuori. Partendo da queste premesse, l’autrice rompe il suo silenzio e inizia un viaggio attraverso la realtà e la memoria. Un viaggio che attraversa i labirinti dei molti migranti-viaggiatori, di tutti coloro cha a causa dell’ottusità del potere e della prepotenza delle ideologie vengono privati di un’identità reale, di luoghi, di amicizie, radici,  passato, ricordi, sogni.

     

    Dunja Badnjevic, che è nata a Belgrado ma vive in Italia da decenni, ha alle spalle una vicenda esistenziale drammatica e complessa che si intreccia con importanti avvenimenti del Novecento. Suo padre, stretto collaboratore di Tito, fu tra i protagonisti della guerra di liberazione in Jugoslavia e ricoprì incarichi politici di rilievo nell’immediato dopoguerra (tra l’altro fu ambasciatore al Cairo).

     

    LIPA è un’associazione delle donne migranti legate per cultura o affinità alle culture slave, che a Roma e oltre i confini, dal 2003 si impegna per la promozione della pluralità delle culture, per la valorizzazione delle donne in un ottica transculturale e per un’Europa delle culture.

    Per informazioni Associazione LIPA 338/7111916

     

  • Venerdì 27 Giugno, ore 21,00

  • Musica

    “La notte del grande vento” di Stefano Gueresi.

    Presentazione del cd musicale con concerto pianistico.

    Interviene la giornalista Paola Cortese.

    Ingresso libero.

    “La notte del grande vento” è il terzo cd solista del compositore mantovano Stefano Gueresi. Il tema prevalente è quello del viaggio, inteso come la restituzione in musica di sensazioni, umori ed impressioni suscitate da realtà diverse e lontane del quotidiano. Tema prevalente ma non assoluto, dunque, visto che in quest’ultimo lavoro troviamo alcuni brani strettamente legati alla città di Mantova. Entrano in queste pagine musicali anche l’amore e la guerra. Una piccola “suite” è infatti dedicata ai conflitti che si sono consumati solo pochi anni fa alle porte di casa nostra, nella ex-Jugoslavia. ”La notte del grande vento” segue a due lavori precedenti che illustravano compiutamente l’interazione della musica di Gueresi con le varie arti, il teatro, la danza, la pittura e la letteratura, attraverso mezzi quali i video e la televisione.

     

    Stefano Gueresi, nato a Mantova nel 1960. Le sue musiche, evocative e romantiche, rimandano a luoghi e tempi della memoria, nella realtà e nella fantasia.

    Ha tenuto concerti pianistici in diverse città italiane (Roma, Genova, Milano, Torino, Palermo, Taormina, Livorno, Verona, Venezia, Vicenza, Ferrara, Bologna, Piacenza, Città di Castello, Crotone, Ravenna, Massa Carrara, Sanremo), e all’estero in Germania, Francia, Inghilterra, Svezia, Russia, Austria, Romania, Polonia, Belgio, Croazia, Svizzera. Collabora da diversi anni alla trasmissione televisiva "Bell'Italia" (RaiTre). Tra le altre  collaborazioni spiccano quelle con il Corpo di Ballo del Teatro della Scala di Milano, il Teatro Potlach di Roma, il Theathre Diagonale de Lille, la Compagnia “Anna Bolens” di Torino, “Manicomics Teatro di Piacenza, i registi Marco Hagge e Pino Di Buduo,  gli scrittori Maurizio Cucchi e Paolo Roversi, il commediografo Luigi Lunari e il pittore Gianni Del Bue. In questi anni ha creato le musiche d’ambiente per numerosi musei in Italia e all’estero, e le sue composizioni sono state accolte nel palinsesto di alcune importanti stazioni radio europee, tra le quali Cracovia e San Pietroburgo.

     

    Per informazioni

    http://www.stefanogueresi.com  info@stefanogueresi.com

    0376 224331 - 347 4291185

     

     

  • Domenica 29 Giugno, ore 21,00

    Musica

    Polli di allevamento: il tributo romano a Giorgio Gaber.

    Luigi Bellanca - voce, chitarra, armonica;

    Daniele Spigarelli - tastiere, basso, chitarra, cori;

    Fabrizio Bellanca - chitarra, basso, programmazioni, cori.

    Ingresso gratuito.

     

    I Polli di Allevamento si propongono come la tribute band romana di Giorgio Gaber. Musicisti con una lunga esperienza alle spalle: appassionati che già nel 1999, in altre formazioni, portavano in giro per Roma i brani dell’artista milanese.

    I Polli di Allevamento sono un trio, una formazione ridotta e versatile, in grado di esibirsi dal vivo attraverso una strumentazione limitata e acustica, oppure avvalendosi di programmazioni elettroniche, prodotte da loro stessi.

    I Polli di Allevamento, che devono il loro nome a uno spettacolo (e a una canzone) che proprio quest’anno compie 30 anni, offrono un repertorio incentrato sugli anni del teatro-canzone (1970/2000), ma non trascurano qualcuno fra i brani più spensierati e cabarettistici degli anni ’60. Alternano grandi classici (Lo shampoo, Il dilemma, Si può, Goganga, La libertà) a brani bellissimi ma meno noti (Guardatemi bene, Il sociale, L’orgia, Io e le cose, L’esperienza), a caratteristici medley/revival.

    I Polli di Allevamento piacciono a coloro che conoscono Gaber, poiché, probabilmente, non hanno ancora mai riascoltato i suoi brani in versioni così complete; ma piacciono anche a chi Gaber lo conosce poco o per nulla, poiché il repertorio è attualissimo, divertente e aggiornato nelle interpretazioni e negli arrangiamenti.

     

    Giorgio Gaber: PERCHÉ

    Giorgio Gaber (Milano 25-01-’39 / Camaiore 01-01-’03) è stato attore, cantante, autore teatrale e tanto altro ancora: qualsiasi definizione va stretta a un personaggio simile. Tutti abbiamo sorriso, pianto e, soprattutto, pensato attraverso gli spettacoli del Signor G, scritti assieme al fido Sandro Luporini.

    Eppure forse sono ancora pochi coloro che osano paragonare le sue composizioni musicali, troppo spesso sottovalutate, a quelle dei mostri sacri della musica italiana: da Paoli a De André, da Battisti a Tenco.

    L’obiettivo dei “Polli di Allevamento”, appassionati che già nel 1999 portavano in giro per Roma i brani dell’artista in versione acustica, non è quello di “imitare” Gaber (impossibile, per altro), piuttosto accostarsi con umiltà alla sua arte nel tentativo di “rifare” Gaber nei giorni nostri.

    L’esigenza è di far conoscere Gaber alle nuove generazioni per il grande cantautore che era; allo stesso tempo rievocare, per chi c’era, le indimenticabili emozioni di un’intera generazione che (lo) ha perso.

    Da qui il progetto di una formazione ridotta ma versatile, in grado di riprodurre fedelmente alcuni brani e riarrangiarne completamente altri; in generale tentando di ricreare soprattutto l’atmosfera delle sue canzoni, attraversarne gli episodi più divertenti come le melodie più struggenti, nonché divulgarne il messaggio, quanto mai attuale.

     

    Luigi Bellanca, classe 1960, dal ’99 si esibisce come cantante in piccole formazioni, con un repertorio che verte sul cantautorato italiano (Paolo Conte, Enzo Jannacci, Pino Daniele, Matia Bazar, P.F.M., Lucio Battisti etc.). Pian piano si specializza nell’artista che più ama e a cui più somiglia dal punto di vista timbrico e stilistico, ovvero Giorgio Gaber. Dei “Polli”, oltre che la voce, all’occorrenza è anche chitarrista di supporto. Suona anche l’armonica.

    Daniele Spigarelli, 29 anni, è un polistrumentista autodidatta con una decennale esperienza in cover-band e piano bar. Grande esperto di musica italiana (Fabio Concato, Pino Daniele, Francesco De Gregori, Elio e le Storie Tese, Lucio Battisti, Fabrizio De André etc.), ha accompagnato in alcuni recital teatrali Fabrizio Bellanca (l’altro “Pollo”). Suona prevalentemente le tastiere, ma anche il basso e la chitarra. Non disdegna il canto.

    Fabrizio Bellanca, musicista e autore, classe 1973, dall’età di 17 anni colleziona decine e decine di apparizioni live con vari gruppi, fra cui la prima cover band italiana dei REM. Personalità eclettica, ha all’attivo vari cd autoprodotti, quattro recital teatrali, diverse art-performance nonché la collaborazione, come bassista, al progetto del cantautore Francesco Scalabrino, col quale ha vinto il Biella Festival 2006 e ha inciso un album (Toast Records). Occasionale autore di testi e musiche per radio, tv, teatro, nei “Polli” suona la chitarra, il basso e cura le programmazioni al computer.

    Per informazioni tapiro@fabriziobellanca.it


     

 

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