Cinema e politica:
una relazione pericolosa
Dopo aver partecipato a questi
incontri non guarderete più un film nello stesso modo! Parte con questa
promessa la rassegna "Cinema e politica: una relazione pericolosa", che
prenderà il via il 5 Ottobre.
Con un vero e proprio blitz tra i grandi successi del cinema americano, si
partirà da "Il pensiero politico di Batman". L'uomo-pipistrello è infatti
privo di quei poteri sovrannaturali che pongono personaggi come Superman al
di sopra e al di fuori della società, ed è invece un uomo come tutti gli
altri, con idee e passioni politiche da cui è possibile essere influenzati.
La serie, che prevede in tutto quattro incontri, curata da Giuseppe Sacco,
Professore nella Facoltà di Scienze Politiche della Luiss, continuerà il 26
Ottobre con "Italiani, italoamericani e mafiosi sul grande schermo",
l'occasione per tracciare il profilo politico-antropologico dei principali
personaggi del "cinema di mafia", tra cui il celebre "Padrino". E poi, il 16
Novembre, sarà la volta de "Il nemico visto da Hollywood" , un modo per
indagare sulle culture che appaiono refrattarie al "sogno americano", e su
come queste vengono presentate in altri classici di Hollywood.
Ma la "liaison dangereuse" tra cinema e politica non è una specificità
americana. Nell'incontro conclusivo, il 30 Novembre, dedicato a "Almodovar,
il ricostruttore" si vedranno emergere gli inaspettati "valori" che vengono
tenacemente rivendicati, in maniera talora assai esplicita, da un grande
artista europeo, e la loro radicale diversità rispetto a quelli del business
cinematografico hollywoodiano.
"La potente macchina hollywoodiana - spiega Giuseppe Sacco - produce non
solo grandi spettacoli, drammi o effetti speciali, ma anche consenso
politico: attraverso messaggi che passano soprattutto a livello subliminale.
E passano tanto più facilmente in quanto lo spettatore, convinto di aver
comprato con il biglietto il diritto a due ore di relax, si trova nella
posizione di un pugile che ha abbassato la guardia.
Mentre va alla ricerca dell'happy end, o tenta di capire chi sia
l'assassino, scivola in una condizione psicologica in cui è pressoché spenta
ogni vigilanza critica nei confronti dei messaggi politici. E ciò non accade
solo nei film di propaganda o in quelli - come si dice - politicamente
impegnati. Anzi, in questi casi, lo spettatore sa più o meno che cosa
aspettarsi, e automaticamente esercita una funzione di filtro. La
persuasione occulta passa perciò quasi esclusivamente attraverso la
cosiddetta produzione di svago."
Nei quattro incontri che si svolgeranno ad ottobre e novembre non si parlerà
perciò solo di film americani. Anzi, "Hollywood, proprio perché è una
macchina produttiva di tipo industriale, finisce per trasmettere messaggi
ideologici e politici standardizzati, e più o meno in linea con le opinioni
prevalenti, o addirittura con il conformismo del momento. E' in Europa, dove
è più forte l'autonomia dei registi, che passano i messaggi più originali.
Si scoprirà perciò, con sorpresa, che qualche grande artista europeo
trasmette visioni del futuro e interpretazioni della realtà presente
estremamente acute e anticonformiste; e spesso messaggi dal sapore assai
antico, in film che passano per progressisti o addirittura eversivi."
Giuseppe Sacco ha insegnato nelle università di Firenze, Siena,
Princeton, San Francisco, Parigi, MIT nel campo delle Relazioni
Internazionali, della Sociologia dello Sviluppo, dei Movimenti di
popolazione. E' stato Capo Divisione allOCSE, e consulente per le Banca
Asiatica ed Africana di Sviluppo in moltissimi paesi. Grande viaggiatore, ha
vissuto in Afghanistan, Arabia saudita, Francia, Mali, Sudan, Stati Uniti,
Togo e Svezia. E' stato "fondista" del Giorno di Milano e del Messaggero di
Roma, ed ha svolto intensa attività pubblicistica (Nord e Sud, Il Mondo,
Commentare, The New Society, Géopolitique, Washington Quarterly, Preuves,
Ideazione, e Limes). Attento osservatore della scena socioculturale, ha
scritto su Eminem, Almodovar, Armani. Tra i libri, Il Nuovo Medio Evo (con
Umberto Eco), Industria e Potere Mondiale, L'Invasione Scalza: movimenti
migratori e sicurezza nazionale, Que se vayan: America Latina contesa,
Critica del nuovo secolo.
The European Centre of International Affairs
E' un Istituto di ricerca indipendente, a prospettiva europea, con focus
sulla politica mondiale. Realizza progetti di ricerca, analisi,
pubblicazioni -tra le quali The European Journal of International Affairs- e
eventi di interesse internazionale.
Calendario degli incontri
- Giovedì 5
Ottobre, ore 21,00
“Il pensiero politico di Batman”
- Giovedì 26
Ottobre, ore 21,00
“Italiani, italoamericani e mafiosi sul grande schermo. Un profilo
politico-antropologico dei personaggi del "Padrino" e del "Padrino II".
- Giovedì 16
Novembre, ore 21,00
“Il nemico visto da Hollywood. L'impossibilità di partecipare al "sogno
americano" in "C'era una volta in America" e il "Padrino III”.
- Giovedì 30
Novembre, ore 21,00
“Almodovar, il ricostruttore. I "valori" di un grande artista europeo,
e la loro diversità rispetto a quelli del business cinematografico
hollywoodiano.”
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