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marzo 2006

 

Progetto DAVKA
in
“Tra Sacro e Profano”



Uri Baranes, chitarra acustica;
Maurizio Di Veroli, voce solista;

Al Kol Ele Questo brano è stato scritto da Naomi Shemer intorno al 1982, in concomitanza con la guerra in Libano. Presto è diventato un caposaldo del repertorio folk per i sentimenti di pace e di speranza che evoca.

Shir ha Maalot, salmo dello Shabbath;

Uf Gozal, brano pop di autore contemporaneo, Arik Einstein. Uno degli aspetti fondamentali della vita di un ebreo è sicuramente il matrimonio, con il quale l’individuo forma il proprio nucleo familiare. Questa canzone, di Arik Einstein, viene spesso eseguito nelle cerimonie, ed ha come oggetto il distacco dai figli, ormai maturi e pronti ad abbandonare la casa in cui sono cresciuti; la prospettiva è ovviamente quella dei genitori, che si consolano con l’idea che sarà comunque bello invecchiare insieme.

Ose Shalom, Questo salmo è molto comune nelle preghiere ebraiche, ed è una solenne invocazione di pace, così importante per il popolo ebraico in ogni momento della sua millenaria storia. E’ consuetudine perciò, pregare il Signore affinché possa concederla, su Israele e su tutto il mondo.

Shir la Shalom, Questa canzone si intitola letteralmente “Canto per la Pace”, e fu cantata da Itzchak Rabin poco prima di essere ucciso, nel novembre del 1995, a Tel Aviv; le parole esprimono una vera celebrazione della pace, invitando a gridare questa canzone, senza sussurrarla. Da notare che in conclusione l’autore invita a non accontentarsi di tirare avanti, né di pensare alla pace come ad un sogno, bensì di perseguire quest’obiettivo con tenacia. Il brano è proposto in un arrangiamento ideato da Progetto Davka

Lu Yehi, Questo brano rappresenta in un certo senso la versione israeliana della celebre “Let it be”, anche se la musica è diversa. Noi la abbiamo presa da un album di canzoni scritte dopo la guerra del Kippur del 1973, e le ultime parole sono una chiara preghiera affinché chi si trova lontano possa tornare e ricevere forza ed amore.

Machar, Questa canzone è stata tratta da un album di canzoni scritte dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967, ed è una chiara aspirazione affinché il domani sia migliore del presente, in cui si potranno mettere via le uniformi, e costruire una terra migliore.

Im telech, :Nell’ebraismo e in Israele specialmente, è fondamentale l’aspetto del pluralismo e della multietnicità.La nazione infatti, si è costituita sulla mescolanza di ebrei provenienti da parti del mondo e culture completamente diverse tra loro che si sono amalgamate dando luogo a un caratteristico melting pot. Idan Reichal, autore del seguente brano, lo ha riproposto in piccolo nella sua band, costituita di musicisti delle etnie più varie, e in questa canzone d’amore, con cui una donna si rivolge al suo compagno, in cui mescola melodie orientaleggianti a temi del quotidiano di noi tutti.

Achamà Merosch, poesia di Bialik per l’ingresso dello Shabbath;

Od lo Ahavti dai, folk-tune; La musica israeliana trova grande ispirazione dai giovani e dai movimenti giovanili, che rappresentano una parte importante della società, e spesso alcune delle seguenti melodie vengono riproposte nei matrimoni, sia in Israele che nella Diaspora, o nelle occasioni di incontro di comitive: nel loro genere rappresentano un chiaro esempio di musica folk “indigena”.

Bashannà Abba, folk-tune;

Sissu et Yerushalaim, folk-tune;

Ismechu ha shamaim, folk-tune;

Ele chamda libi, folk-tune;
 

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