Progetto DAVKA
in
“Tra Sacro e Profano”
Uri Baranes, chitarra acustica;
Maurizio Di Veroli, voce solista;
Al Kol Ele Questo brano è stato scritto da Naomi Shemer intorno al 1982,
in concomitanza con la guerra in Libano. Presto è diventato un caposaldo
del repertorio folk per i sentimenti di pace e di speranza che evoca.
Shir ha Maalot, salmo dello Shabbath;
Uf Gozal, brano pop di autore contemporaneo, Arik Einstein. Uno degli
aspetti fondamentali della vita di un ebreo è sicuramente il matrimonio,
con il quale l’individuo forma il proprio nucleo familiare. Questa
canzone, di Arik Einstein, viene spesso eseguito nelle cerimonie, ed ha
come oggetto il distacco dai figli, ormai maturi e pronti ad abbandonare
la casa in cui sono cresciuti; la prospettiva è ovviamente quella dei
genitori, che si consolano con l’idea che sarà comunque bello
invecchiare insieme.
Ose Shalom, Questo salmo è molto comune nelle preghiere ebraiche, ed è
una solenne invocazione di pace, così importante per il popolo ebraico
in ogni momento della sua millenaria storia. E’ consuetudine perciò,
pregare il Signore affinché possa concederla, su Israele e su tutto il
mondo.
Shir la Shalom, Questa canzone si intitola letteralmente “Canto per la
Pace”, e fu cantata da Itzchak Rabin poco prima di essere ucciso, nel
novembre del 1995, a Tel Aviv; le parole esprimono una vera celebrazione
della pace, invitando a gridare questa canzone, senza sussurrarla. Da
notare che in conclusione l’autore invita a non accontentarsi di tirare
avanti, né di pensare alla pace come ad un sogno, bensì di perseguire
quest’obiettivo con tenacia. Il brano è proposto in un arrangiamento
ideato da Progetto Davka
Lu Yehi, Questo brano rappresenta in un certo senso la versione
israeliana della celebre “Let it be”, anche se la musica è diversa. Noi
la abbiamo presa da un album di canzoni scritte dopo la guerra del
Kippur del 1973, e le ultime parole sono una chiara preghiera affinché
chi si trova lontano possa tornare e ricevere forza ed amore.
Machar, Questa canzone è stata tratta da un album di canzoni scritte
dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967, ed è una chiara aspirazione
affinché il domani sia migliore del presente, in cui si potranno mettere
via le uniformi, e costruire una terra migliore.
Im telech, :Nell’ebraismo e in Israele specialmente, è fondamentale
l’aspetto del pluralismo e della multietnicità.La nazione infatti, si è
costituita sulla mescolanza di ebrei provenienti da parti del mondo e
culture completamente diverse tra loro che si sono amalgamate dando
luogo a un caratteristico melting pot. Idan Reichal, autore del seguente
brano, lo ha riproposto in piccolo nella sua band, costituita di
musicisti delle etnie più varie, e in questa canzone d’amore, con cui
una donna si rivolge al suo compagno, in cui mescola melodie
orientaleggianti a temi del quotidiano di noi tutti.
Achamà Merosch, poesia di Bialik per l’ingresso dello Shabbath;
Od lo Ahavti dai, folk-tune; La musica israeliana trova grande
ispirazione dai giovani e dai movimenti giovanili, che rappresentano una
parte importante della società, e spesso alcune delle seguenti melodie
vengono riproposte nei matrimoni, sia in Israele che nella Diaspora, o
nelle occasioni di incontro di comitive: nel loro genere rappresentano
un chiaro esempio di musica folk “indigena”.
Bashannà Abba, folk-tune;
Sissu et Yerushalaim, folk-tune;
Ismechu ha shamaim, folk-tune;
Ele chamda libi, folk-tune;
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