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settembre 2004
  • Lunedì 20 Settembre, ore 18,00

    Psicologia
    Presentazione del libro “La mia psicosi ...sconfitta" di Renzo Rocca e Giorgio Stendoro, presentazione del Ministro della Salute Girolamo Sirchia, Armando Editore.
    Intervengono Alberto Passerini, presidente dell'istituto di Psicologia Clinica Rocca- Stendoro;
    Bianca Spadolini, direttrice editoriale dell'Armando Editore.
    Per informazioni www.rocca-stendoro.it

    Nel "La mia psicosi… sconfitta" un libro comprensibile a tutti, si trova la totale unione del lavoro psichiatrico e psicologico per salvare una vita. Una vita condizionata da fenomeni psicotici sia mentali che corporei.

    Adesso comincia davvero, nell’atmosfera giusta, a prendere vita la storia – ritratto di un vero percorso di cura psicoterapeutica scritta da noi purtroppo con un imperdonabile ritardo.

    Mario è un bel giovane avvocato di notevole intelligenza, appassionato, sessualmente infiammabile ma con la terribile paura di sgretolarsi nella malattia mentale. La psicosi. Dolorosa affezione di costante grigiore che gli respinge e butta via quotidianamente l’autentico gusto del vivere. La famiglia di origine, gli amori del passato e l’immaginario, pieno di impaurite fughe e di illusioni psicotiche, si fondano e prendono il sopravvento nell’incalzante processo di analisi. Un movimento di straordinaria suggestione che trasforma la sua arida e disperata autobiografia in un racconto avvincente che esalta con giusto equilibrio il desiderio, comune a tutti gli uomini, del suo perenne rinnovamento. Un ascoltarsi senza alcun riparo di sorta. Un recupero di rischiose memorie e di penosi fantasmi, questo è il viaggio immaginativo che, con responsabile prontezza, Mario compie per cogliere i motivi sconosciuti che hanno originato i suoi gravi disorientamenti psicologici.

    Con una particolare introspezione, attenta alle sue intime esigenze, li scopre: talvolta con i soprassalti dell’angoscia, talvolta con il risentimento, talvolta con i silenzi carichi di coperta energia, talvolta con la ribellione o con il calore della dolcezza che al tempo stesso è lirica e delirio.

    Passaggi delicati fatti di quel sorso di affetto intriso di emozioni che lo aiutano costantemente ad inserirsi lentamente nell’ultimo atto: il più duro, ma al tempo stesso il più commovente, che lo porta alla conquista della propria identità. Un vedere ricostruita, organizzata e ricreata la fiducia perduta verso la fede, la bellezza e la gioia di vivere. Il ritorno alla vita normale.

    Leggendo queste pagine spesso crude ed urtanti, si trova nello sfondo la canonica metodologia della P.I. contenuta nel nostro precedente libro Una Psicosi Sconfitta. La P.I. articolata attorno alla volontà della sua famiglia ed in particolare dalle sollecitazioni di Cinzia, lo incoraggiano a guarire dalle profonde ferite che rendono decisamente il suo vissuto di solitudine, una esperienza senza speranza.

    Da anni pensiamo che il tumultuoso dramma di Mario deve venire arrichito di ciò che è avvenuto di bello, di grande e di passionale accanto a lui. Così da poter vedere di pari passo sia i suoi animati sforzi per abolire gli andirivieni dell’incertezza psicotica sia il continuo confronto di se stesso con i valori affettivi che man mano ritrova. Un costante oscillare fra realtà deformata e spinta suicidaria, fra il cuore e la mente. Il tutto vissuto sullo sfondo di una Venezia meravigliosa dove i colori del tramonto tingono i preziosi marmi delle sue chiese.

    Dal punto di vista della forma, La mia Psicosi Sconfitta non è un romanzo nè un racconto, ma una successione di fatti e anni di lavoro – studio davanti ai quali con rigore scientifico e qualità panoramiche a più livelli di esperienza rispecchiano in modo completo il furore del mondo psicotico. Un mondo personale vissuto come una sorgente di iniziative variamente dislocate, variamente sostenute, perché fatte di slanci, di rinunzie e di follie.

    Sui suoi pensieri, non sempre di facile corso, Mario costruisce una specie di telaio formato da alcuni fili tesi sui quali allinea, sia pure a costo di depressione terribile, la nonna, il padre, lo psichiatra e l’analista per essere aiutato nel suo bisogno di agire contro ad una franca paura, ad una indecifrabile paura, ad una insostenibile paura.

    Ci sono tanti modi di leggere La mia Psicosi… Sconfitta. Noi crediamo che sia un testo che offre, in maniera schietta e spontanea, quello che si usa chiamare il narrare in psicoterapia. Ma al tempo stesso contiene un nostro forte desiderio che prima di congedarci da voi vi vogliamo comunicare. Qualcosa di molto importante, che solo noi possiamo dire e che Mario aspetta da noi. In questo nostro libro, in trasparenza, più o meno esplicita c’è la traccia continua di quella gioia o speranza chiamata affetto.


 

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