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Eventi Culturali
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| dicembre
2004 |
Giovedì 16
Dicembre, ore 12,00
Cinema
Presentazione del primo numero della rivista bimestrale, cinematografica "Diciottononi - La decapitazione" ,
Editore Giorgio Mastrostefano.
Interviste a Vittorio Storaro, Lamberto Bava, Mario
Monicelli, Fiore Argento, Arnaldo Ninchi, Sergio Stivaletti, Giuliano Capecelatro, Mauro
Marchetti, Marino Niola, Giannetto De Rossi.Per informazioni ufficiostampa@diciottononi.com
"Il giorno in cui mi è stata chiesta unidea per la creazione di un nuovo
periodico sul cinema, ho pensato come prima cosa che non avrebbe avuto nessun senso
aggiungere unaltra rivista di cinematografia a quelli già esistenti e così simili
fra loro, a meno che questo nuovo giornale si fosse completamente staccato da quelli già
in commercio. Sono uscito a fare la mia solita passeggiata mattutina. Dal giornalaio, la
prima pagina de Il Foglio diretto da Giuliano Ferrara e di proprietà della
moglie del Presidente del Consiglio signora Veronica Lario in Berlusconi, mostrava a piena
pagina le foto a colori dellesecuzione dellostaggio americano appena
decapitato. Cera tutta la sequenza, fotogramma dopo fotogramma, come se fosse un
film. Mi sono chiesto: Come posso pensare ad una nuova rivista di cinema quando la
realtà del mondo, togli giornalisti, è così mistificante, cinica, mostruosa,
devastante?. Sprofondo un po nellorrore di queste immagini e mi domando:
Quali sono i motivi per i quali la decapitazione ci sconvolge di più delle altre
uccisioni, violenze e sofferenze cui assistiamo quotidianamente?. Come in un
fast-forward cinematografico, mi si presentano infiniti flash in cui la decapitazione è
protagonista nel cinema, così come in altre arti visive. E evidente quindi che la
decapitazione è un atto di violenza che va al di là della cruenta violenza fisica e
tocca qualcosa di più profondo, di più primordiale, di più intimo. Cosa? Così in me
prende vita lidea di una rivista cinematografica che parli sì di cinema, ma in
stretto contatto con quello che succede nella nostra realtà. Ecco penso,
ci manca una rivista cinematografica che racconti in che modo il cinema abbia
affrontato i fatti, i reali sentimenti che in questo momento la maggior parte degli esseri
umani sta vivendo, come oggi le decapitazioni in Iraq e domani chissà cosa. Una
rivista che tramite il cinema stimoli i pensieri, ponga delle domande, ci mantenga vivi,
percettivi e consapevoli di essere corresponsabili di tutto quello che succede nel mondo.
Questa rivista cinematografica è nuova, viva, coinvolgente ed utile, del tutto diversa
dalle altre in commercio. Primo numero di Diciottononi : La
decapitazione.
Come è stata vista ed affrontata la decapitazione dal cinema in modo diretto ed
indiretto? Mi vengono subito in mente le decapitazioni nei film di Fellini, Kurosawa,
Monicelli, Bergman, Rohmer, Kitano, Tarantino. Rivedo il capolavoro di Fellini Toby
Dammit in Tre passi nel delirio, vedo quel filo gocciolante di sangue
che ha appena tagliato la bellissima testa di Terence Stamp dopo che lui ha perso la sfida
con il diavolo, interpretato da una splendida bambina danzante, che aspetta che la testa
di lui le rotoli fin davanti ai piedi... e qui mi viene in mente Salomé nel Vangelo:
Entrata la figlia della stessa Erodiade, danzò e piacque a Erode e ai commensali.
Allora il re disse alla ragazza: ...Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche
la metà del mio regno. La ragazza ... fece la richiesta dicendo: Voglio che
tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista... La guardia andò,
lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio....Dal Vangelo, Mc 6, 22-28
Collego subito il testo del Vangelo con limmagine della testa del Battista nel
piatto, quella dello sconvolgente e meraviglioso dipinto del Caravaggio. E vedo
lautoritratto del Caravaggio nella testa decapitata che interpreta Golia nel dipinto
Davide e Golia. Ma che centra Caravaggio con il cinema? Centra, centra
eccome, oltre allovvia scrittura immaginifica della pittura, la maggior parte dei
Direttori di Fotografia del cinema dicono che la massima aspirazione, quando danno la luce
ad una scena, in special modo in interni, sia quella di dare un effetto caravaggesco.
Cosha di straordinario la luce caravaggesca? Perché non intervistare il premio
Oscar Vittorio Storaro e chiedergli come ha fatto ad illuminare la testa di Marlon Brando
in Apocalipse Now? Caravaggio era ossessionato dalla decapitazione, ne ha dipinte a
decine, e quindi perché non intervistare un critico darte e porgli domande sul
perché questossessione per la decapitazione in Caravaggio? E non solo Caravaggio è
stato attratto dal ritrarre il momento della decapitazione, penso a Botticelli,
Michelangelo, pittrici come Artemisia Gentileschi e tanti altri che hanno ritratto il
momento in cui Giuditta taglia la testa ad Oloferne, Abramo che sta per decapitare il
figlio Isacco, la testa di Medusa e le sette teste del drago al quale più ne tagli e più
ne crescono. E se intervistassimo uno di quegli straordinari tecnici di effetti speciali
che abbiamo in Italia, come il grande Rambaldi? E cosa ci direbbe lesuberante,
straboccante, grondante Quentin Tarantino, così tanto amato dai cinefili, dai filmmakers,
dai giovani e meno giovani amanti del cinema? Anche lui è ossessionato dalla
decapitazione? Perché non intervistarlo sulla ragione di tante teste mozzate dalla spada
di Uma Thurman nei suoi Kill Bill? Non so per quale motivo, ma parlando di Tarantino e dei
giovani, penso a quante volte le cronache si sono occupate di parricidi e matricidi e mi
viene in mente la bellissima testa, rassomigliante a quella di una medusa per i suoi
serpeggianti capelli, dello psichiatra Vittorino Andreoli. Perché non intervistarlo e
sentire da lui che tipo di impatto queste immagini di decapitazioni che vengono
dallIraq abbiano sullimmaginario collettivo in rapporto alle finte
decapitazioni dei film di Tarantino e daltri? E le centinaia di teste mozzate nel
cinema coreano, birmano, cinese, giapponese? E le luccicanti spade dei Samurai, nei film
capolavori di Akira Kurosawa, che mozzano teste a decine? Quando ho visto la testa mozzata
dellostaggio americano sulla prima pagina del Foglio ho pensato a quelle
teste di bronzo recuperate dal fondo del mare, poi ho pensato ai primi piani tragici della
Giovanna DArco di Carl Theodor Dreyer, i primi piani terribili di Sergei M.
Eisenstein, lo sconvolgente bellissimo primo piano della ventenne Simone Signoret ne
La Ronde di Max Ophuls che qualche rivista cinematografica francese ha eletto
al più bel primo piano della storia del cinema: ed allora perché non chiedere a registi,
attori, direttori di fotografia, scenografi, costumisti, montatori, parrucchieri e
truccatori quale sia il primo piano che li ha impressionati di più per bellezza,
drammaticità, mostruosità, comicità, eccetera? Mano a mano che la mia fantasia si fa
spazio nello sterminato immaginifico cinematografico, incomincio a vedere sempre di più
la composizione di questo originale giornale di cinema che, per la sua struttura può
coinvolgere vecchi e nuovi fans di cinema, addetti ai lavori ed aspiranti tali, che
vorrebbero fare questo meraviglioso mestiere ma ancora non ne hanno avuto
lopportunità, ed allora perché non organizzare dei concorsi? Ecco, chi lo
desidera, professionista e non, può mandarci il suo soggetto cinematografico, e non che
parli del suo ombelico, ma che, direttamente o indirettamente, tratti il tema del numero
in edicola, in questo caso la decapitazione, poi sarà nostro dovere far avere i migliori
soggetti a dei seri produttori cinematografici. E se accettassimo anche dei video? Oggi si
sa che quasi tutti posseggono una piccola telecamera, ed allora perché non provare con un
cortometraggio di pochi minuti sempre sullo stesso tema trattato dalla rivista? Una volta
al mese si potrebbero proiettare i migliori in una sala invitando professionisti del
settore e facendo votare il pubblico per eleggere i vincitori. E se alcuni attori famosi
leggessero anche i primi cinque soggetti classificati, magari proprio davanti a dei
produttori in sala? Ecco, questa è una rivista viva, veramente interattiva, che parla di
cinema e fa fare il cinema. Parla della realtà ed inventa soggetti e video sulla ed
intorno alla realtà. Questa è una rivista che a me potrebbe interessare. E per non
prendermi troppo sul serio penso a Totò con la sua testa sul piatto nel film San
Giovanni decollato che guarda nella macchina da presa e dice: Siamo uomini o
caporali?. E dal profano ripenso ancora alla Sacra Bibbia, ad Abramo padre
riconosciuto di tutte e tre le religioni monoteistiche, quella musulmana, ebraica,
cristiana: ...Dio mise alla prova Abramo, lo chiamò e gli disse: Prendi il
tuo amato unico figlio Isacco ...ed offrilo in olocausto. ...Abramo...stese poi la mano e
prese il coltello per scannare il figlio.... Il Vecchio Testamento; Genesi 22,
1-10" Eugenio Masciari, ideatore della rivista
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