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giugno 2003
  • Mercoledì 18 Giugno, ore 18,00

    Presentazione del libro "Il dono dell'amante” di Vieri Razzini, Baldini Castoldi Dalai editore.

    Interviene Franco Marcoaldi.

    Partiamo dal titolo, così tranquillamente dichiarativo. Il dono, virtuale ed emblematico, dà corpo a un’ombra, realizza sequenze di vita artificiale a chi di fatto è altrove, è di fatto scomparso. Colei che si è misteriosamente dileguata è Gloria, una bellissima e dotata star televisiva; ma poiché le sue fughe di tanto in tanto accadono e fanno parte della sua instabilità psichica, manager e amici non se ne preoccupano, se non per quel che concerne lo spettacolo in corso, che deve proseguire, anche se in calo di audience. È solo uno degli oscuri avvenimenti che scuotono un’azienda televisiva satellitare di successo, perno realistico-satirico di questo sorprendente romanzo. Che ha un inizio shock, alla Hitchcock: una sorta di «velina» procace, in cerca di affermazione, viene incidentalmente ferita e lasciata morire dal suo amante, il presidente dell’azienda televisiva, nel suo stesso ufficio. È sera tardi, il luogo è deserto. L’uomo decide di uscire dall’incubo sfruttando il fatto tragico, facendone l’occasione per coinvolgere e magari annientare un più giovane e poco amato collega, direttore del canale di successo del network, scopritore e amico della diva sparita. A lui, al suo ingegno e alla sua acutezza, il modo di cavarsela dal terribile imbroglio di sospetti, di delazioni e di false certezze. E sarà proprio il dono virtuale dell’altro personaggio chiave, giovane genio della creazione digitale e primo amante di Gloria, a sciogliere i nodi dell’intrigo che collega i due fatti, una morte e una sparizione, in un serrato e sbalordente finale.
    Si sbaglierebbe, tuttavia, a leggere questo romanzo come un thriller sia pure abilissimo, laddove Razzini, che gli ambienti cinematografici e televisivi per lavoro conosce bene, usa il giallo e le sue regole come traliccio per un disegno assai più profondo e ambizioso.
    Che è quello, infine, di ritrovare, al di là dei toni del grottesco e della satira, la perenne verità e forza dei sentimenti: amore, gelosia, possessione, desiderio, timore, capaci nel loro identico riproporsi di superare l’inorganica rapacità di ogni realtà virtuale, e di guidare le azioni dei protagonisti. Mentre «gli altri», rappresentanti di una società che ha costruito sulla stregoneria mediatica potenza e valori, si consumano e si distruggono, incapaci di registrare o sopportare la differenza tra apparenza e sostanza.
    «Adesso è in piedi. Riaccende il monitor centrale e fa apparire Gloria in una registrazione autentica, la sua preferita, dove è più smagliante e più disarmante, poco più di un anno fa, quando aveva ancora i suoi meravigliosi capelli rossi. Nel cerchio di luce di un unico riflettore orlato d’azzurro lei entra dall’oscurità come portata da un vento, profumata e sottile – in una polvere di stelle. Ha le spalle e le braccia nude, irradia luce, o la luce è innamorata di lei. Un lungo vestito d’oro chiaro nasconde dolcemente e fa intuire il suo corpo. Nel suo sorriso, mentre guarda in macchina, è ancora intuibile una forma di insicurezza, una misura non depravata di sé.»

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